· Città del Vaticano ·

Anche Bolsonaro minaccia di lasciare l’Oms

Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro (Ansa)

Intanto nel Paese il numero complessivo delle vittime oltrepassa quota trentacinquemila

06 giugno 2020

Mentre in Brasile per la quinta volta consecutiva ieri sera veniva superato il tetto delle mille vittime giornaliere per cause riconducibili al covid-19, il presidente Jair Bolsonaro ha minacciato di ritirare il Paese dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Questo nel caso in cui l’Agenzia delle Nazioni Unite mantenga il suo attuale "pregiudizio ideologico" nella strategia per combattere la pandemia, seguendo così le orme del presidente statunitense Donald Trump.

«Gli Stati Uniti hanno lasciato l’Oms e noi valuteremo, in futuro, se l’Oms ha lavorato senza pregiudizi ideologici, altrimenti anche noi saremo fuori», ha affermato ieri Bolsonaro in conferenza stampa a Brasília, sottolineaando come nessuno dall’esterno possa dare indicazioni sulla gestione della salute nazionale, facendo riferimento allo studio sulla base del quale l’Oms ha vietato l’utilizzo della idrossiclorochina nella lotta al coronavirus.

Durante tutta l’emergenza sanitaria legata al nuovo coronavirus, Bolsonaro ha sempre minimizzato sulla gravità della malattia, definendola in passato «una semplice influenza», esortando a mantenere una vita normale e spingendo per il trattamento degli infetti da covid-19, anche con sintomi lievi, con il farmaco antimalarico. Il capo di Stato brasiliano ha sempre ribadito l’importanza di non interrompere le attività produttive giudicando molto più pericolosa la fortissima crisi economica conseguente alla pandemia della pandemia stessa.

Intanto nel Paese il dato complessivo dei decessi registrato dal ministero della Salute ha superato quota 35.000. In circa 80 giorni, ossia a partire dal 17 marzo data della prima morte legata al covid-19. Il Brasile si sta così avvicinando alla Gran Bretagna al secondo posto nella graduatoria mondiale delle vittime per coronavirus. Il numero giornaliero dei contagi ha di nuovo oltrepassato le 30.000 unità, portando il dato cumulativo di casi a 645.771. Inoltre secondo il bollettino del ministero, nelle ultime 24 ore quasi 12.000 pazienti sono guariti. Finora sono state dimesse 266.940 persone, che rappresentano circa il 41 per cento del numero totale degli infetti.

L’alto numero di casi e decessi si verifica proprio nei giorni in cui diversi governatori e sindaci del Brasile hanno avviato processi graduali di riduzione delle misure restrittive di di distanziamento sociale. De-escalation messa in pratica nonostante gli avvertimenti dei funzionari Oms e degli esperti in ambito sanitario che ritengono il paese ancora lontano dal picco della curva di contagio, prevista a luglio. La preoccupazione più forte è per la tenuta del sistema sanitario, già al collasso in alcune aree del Paese.

Intanto l’intera regione latinoamericana è, orma da giorni, nella morsa del covid. Nelle ultime 24 ore la curva dei contagi ha mostrato una chiara impennata con 84.163 nuovi casi, portando il dato relativo ai positivi in America Latina a 1.238.101 unità. Mentre i decessi hanno raggiunto quota 62.195, con 2.851 morti registrate nell’ultimo bilancio giornaliero.

Il Perú, con 187.400 positivi, supera le Germania al nono posto della graduatoria mondiale dei contagi e presto potrebbe raggiungere la Francia in ottava posizione.