· Città del Vaticano ·

Solidarietà e valori più forti di ogni crisi

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La festa dell’Europa a settant’anni dalla Dichiarazione di Schuman e nel pieno della pandemia di coronavirus

09 maggio 2020

«La generazione degli anni ‘50 pensava che sulle rovine della guerra si potessero costruire un’Europa e un mondo migliori. Come poi è avvenuto. Se impariamo queste lezioni, se rimaniamo uniti nella solidarietà e con i nostri valori, allora l’Europa potrà emergere anche questa volta dalla crisi, più forte di prima». È quanto scrivono oggi, in un messaggio comune per la giornata della Festa dell’Europa, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, il presidente dell’Europarlamento David Sassoli e il presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. A settant’anni dalla storica Dichiarazione dell’allora ministro degli esteri francese, Robert Schuman, sulla collaborazione dei popoli europei, le tre massime cariche dell’Unione hanno lanciato un messaggio di solidarietà e speranza, ringraziando in particolare il personale sanitario, le forze dell’ordine, i lavoratori nei negozi e «anche i cittadini, per lo spirito di solidarietà e il senso civico» dimostrati nell’affrontare la pandemia di coronavirus. «L’Europa mostra il suo lato migliore quando dà prova di vicinanza e solidarietà».

È una festa dell’Europa profondamente segnata dal timore di nuovi lockdown e delle conseguenze della pandemia sull’economia. «Dopo aver temuto per la loro vita, molti europei sono ora preoccupati per il loro lavoro. È necessario riavviare il motore dell’economia europea» sottolineano Michel, Sassoli e von der Leyen. «Ricordiamoci dello spirito di Robert Schuman e dei padri fondatori, uno spirito creativo, audace, pragmatico. Queste grandi personalità hanno dimostrato che per superare i momenti di crisi occorre pensare la politica in modo nuovo e rompere con il passato. Dobbiamo fare così anche noi e riconoscere che per sostenere la ripresa ci sarà bisogno di nuove idee e di nuovi strumenti». L’Europa che uscirà da questa crisi «non potrà più essere la stessa. Innanzitutto, dobbiamo fare di più per migliorare la vita dei più poveri e dei più vulnerabili». L’Unione «deve dar prova di coraggio e fare tutto ciò che serve per proteggere la vita degli europei e fornire mezzi di sussistenza ai suoi cittadini, in particolare nelle aree dove la crisi si è fatta sentire maggiormente».

I tre presidenti concordano sul fatto che l’Unione «deve anche essere sana e sostenibile; una lezione che dobbiamo trarre da questa emergenza è l’importanza di ascoltare i pareri scientifici e agire prima che sia troppo tardi. Non possiamo rimandare la lotta al cambiamento climatico e dobbiamo costruire la nostra ripresa sul Green Deal europeo». E per essere più vicini ai cittadini occorre «rendere la nostra Unione più trasparente e democratica» dicono guardando alla Conferenza sul futuro dell’Europa, il cui avvio previsto per oggi è stata rinviata «solo a causa della pandemia» ma «sarà essenziale per sviluppare queste idee. Viviamo un momento di fragilità temporanea e solo un’Unione europea forte sarà in grado di proteggere il nostro patrimonio comune e le economie dei nostri Stati membri».

Come accennato, in occasione di un discorso a Parigi nel 1950 Schuman espose la sua idea di una nuova forma di cooperazione politica per l’Europa, che avrebbe reso impensabile una guerra tra le nazioni europee. La sua ambizione era creare un’istituzione europea che avrebbe messo in comune e gestito la produzione del carbone e dell’acciaio nella cosiddetta “comunità del carbone e dell’acciaio” (Ceca), primo nucleo dell’Unione. La proposta di Schuman è considerata l’atto di nascita dell’Unione europea. La Dichiarazione intendeva principalmente superare lo storico antagonismo tra Francia e Germania grazie alla definizione e all’istituzione di un’autorità comune per la gestione delle ricorse. I primi Stati ad aderire alla Ceca furono, oltre a Francia e Germania, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi e Italia. Nel 1957 alla Ceca si aggiunse la Comunità economica europea che sarebbe stata sostituita nel 1992 dalla Comunità europea.

«Il cammino dell’Unione europea è passato attraverso fasi di fiducia e periodi di difficoltà, ma non venendo mai meno alla sua fondamentale promessa di pace, stabilità e prosperità per i popoli europei» ha detto oggi il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella. «Il 9 maggio 1950, Robert Schumann, uno dei padri dell’Europa — ricorda il capo dello Stato — in una Dichiarazione divenuta celebre, immaginava un continente unito sul piano economico e, in prospettiva, sul piano politico, per superare la pesante eredità della guerra e come punto di partenza di un ambizioso processo di integrazione fra Paesi». Per Mattarella «la visione di una generazione di intellettuali e uomini politici che per il bene comune della famiglia europea seppe superare divisioni antiche ci deve sostenere anche nelle attuali difficili circostanze. Ci troviamo di fronte a una sfida che non ha precedenti per ampiezza e profondità, e dobbiamo saper dare risposte all’altezza di quella lungimiranza che, ancor oggi, rappresenta il patrimonio più prezioso che i Padri fondatori ci hanno lasciato in eredità».

Sull’importanza dell’Europa nella lotta al coronavirus è intervenuta anche la Conferenza episcopale italiana (Cei). «È questo il momento storico in cui l’Europa è seriamente messa alla prova. Dimostri di essere l’Europa dei popoli e della pace» ha detto oggi il presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, parlando con l’agenzia Ansa. «Senza lavoro e senza un minimo di sostentamento per le persone e per le famiglie non ci può essere pace, e lo dice anche la Bibbia che la pace e la giustizia camminano insieme. Per essere l’Europa dei popoli sia l’Europa della pace e della giustizia».

Sono numerosi gli eventi in programma oggi, online, per permettere ai cittadini di partecipare attivamente alle celebrazioni della festa dell’Europa. Questa mattina il presidente del parlamento Ue Sassoli ha voluto riunire simbolicamente nell’emiciclo e in videoconferenza le realtà europee che con le loro azioni quotidiane contribuiscono a cambiare e migliorare concretamente le condizioni di vita delle persone più svantaggiate e vulnerabili. L’evento si chiama «Il coraggio di agire: la lezione di Schuman 70 anni dopo». «Dovremo essere capaci di mobilitare una grande quantità di risorse in grado di far ripartire velocemente un’economia completamente bloccata» ha detto Sassoli aprendo l’evento. «E dovremo farlo velocemente, perché i cittadini, le imprese non possono aspettare. In questo momento abbiamo davanti una grande sfida: quella di varare un Piano per la ripresa dell’economia europea che sia all’altezza della spirale catastrofica provocata da questa crisi». I cittadini europei «adesso si aspettano molto dall’Europa e noi dobbiamo essere all’altezza delle loro aspettative. Il lavoro è solo all’inizio». Sassoli ha ricordato che «è il diritto europeo il più grande investimento sulla nostra libertà, e la sua difesa passa innanzitutto per il rispetto degli organi giurisdizionali, prima tra tutti la Corte di giustizia, le cui decisioni sono vincolanti per tutti». All’evento interverranno Pierre Rabhi, fondatore del movimento Colibrì, Luca Casarini, Capomissione in mare di Mediterranea Saving Humans e Yayo Herrero, Presidente di Transitions Forum.