· Città del Vaticano ·

S’infiamma la protesta a Minneapolis

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Dopo l’uccisione di George Floyd, il presidente Trump pronto a schierare l’esercito in Minnesota

30 maggio 2020

S’infiamma la protesta per l’uccisione dell’afroamericano George Floyd da parte di agenti bianchi. Proteste sono in corso a Minneapolis, dove sono state arrestate 50 persone, e in diverse altre città degli Stati Uniti. A Washington si sono svolte manifestazioni e proteste di fronte alla Casa Bianca: i manifestanti hanno lanciato acqua contro gli agenti dei servizi segreti schierati, mentre alcuni denunciano sui social l’uso dei lacrimogeni sulla folla. Nella Casa Bianca è anche scattato l’allarme quando i dimostranti, che si erano riuniti nei pressi della Pennsylvania Avenue, sono riusciti a superare le transenne del Secret Service e si sono scontrati con la polizia.

La National Guard del Minnesota ha deciso di rafforzare la sua presenza a Minneapolis schierando, entro domani, 1.700 soldati. Lo ha annunciato il generale Jon Jensen, sottolineando che si tratta del più grande dispiegamento della storia dello stato. Il presidente Donald Trump ha messo in allerta l’esercito. Trump ieri ha telefonato alla famiglia di Floyd per assicurare che sarà fatta giustizia. «Comprendo il dolore, la famiglia di George ha diritto alla giustizia» ha detto. «Gli abitanti del Minnesota hanno diritto alla sicurezza» ha quindi aggiunto, riferendosi alle tre notti consecutive di sommossa popolare. Anche il democratico Joe Biden, suo rivale nella corsa alla Casa Bianca, ha reso noto di aver parlato con la famiglia della vittima. «Nessuno di noi può voltarsi dall’altra parte. Nessuno può rimanere in silenzio» ha detto l’ex vice presidente.

Sono stati nel frattempo diffusi i risultati dell’autopsia del corpo di Floyd, deceduto dopo che un agente bianco gli ha tenuto premuto un ginocchio sul collo per nove minuti. L’uomo — stando ai medici — soffriva di patologie pregresse, come ipertensione e coronaropatia. «Non ci sono elementi fisici che supportano una diagnosi di asfissia traumatica o di strangolamento» si legge nel referto.

Intanto, ieri, un ragazzo di 19 anni è stato ucciso a Detroit, in Michigan, da alcuni spari provenienti da un Suv. Gli spari — secondo l’Ap — erano indirizzati contro la folla che stava manifestando per l’uccisione di Floyd. Il ragazzo è morto in ospedale. Da segnalare anche che, nel pieno delle proteste a Minneapolis, è finita in manette anche una troupe della Cnn che stava trasmettendo live.