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Parola viva

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L’Alleanza biblica francese propone alle persone in isolamento di trascrivere un brano delle Sacre Scritture

30 maggio 2020

«Diventare un moderno copista della Bibbia» per «prolungare la meravigliosa avventura della diffusione delle Sacre Scritture, un libro vivente per un Dio vivente!»: è la recente proposta dell’Alleanza biblica francese (Abf) in questo periodo particolare in cui molte persone restano a casa nonostante la fine del lockdown che era stato imposto dalle autorità per contrastare la diffusione del coronavirus. Fino al 15 giugno, tutti coloro che lo desiderano sono invitati a copiare a mano un Salmo o un estratto dei Vangeli e inviare il manoscritto all’associazione, che riunirà tutte le pagine insieme al fine di costituire una «Bibbia dei confinati», destinata a circolare ovunque in Francia — chiese, scuole, abbazie — all’inizio del prossimo anno scolastico. Al fine di concretizzare questo progetto attraverso la realizzazione di un bellissimo volume, degno dei manoscritti del Medioevo, l’Abf ha elencato una serie di dettagliate istruzioni per i novelli amanuensi: la versione di riferimento deve essere la Nuova Bibbia in francese corrente, in quanto interconfessionale, francofona e accessibile al maggior numero di persone, la grammatura della carta deve essere elevata, la calligrafia deve essere la più curata possibile e si deve lasciare un margine specifico sul foglio per la rilegatura.

Il numero di pagine invece può variare da una a sei, a seconda della lunghezza del testo da copiare. È anche possibile esprimere la propria creatività, illustrando, anche a colori, una delle pagine di presentazione del testo biblico prescelto. «Il risultato? Una Bibbia unica, composta da testi copiati a mano in maniera differenziata, un’opera collettiva che crea un legame, un’opera che è bella da vedere e da leggere, da far circolare, per trasmettere al maggior numero di fedeli un messaggio di eccezionale ricchezza», ha commentato nel video di presentazione del progetto Valérie Duval-Poujol, membro dell’Abf e docente presso l’Istituto di teologia protestante di Parigi.

«Il progetto ha ricevuto un’accoglienza molto favorevole poiché nelle prime 48 ore circa 250 persone hanno già risposto positivamente e la copia di metà dei capitoli è già garantita», si entusiasma Duval-Poujol, intervistata dal nostro giornale. «Tra i partecipanti — precisa — accanto alle famiglie, ai medici e alle infermiere che stanno combattendo l’epidemia di covid-19, troviamo ad esempio i tre vicepresidenti del Consiglio delle Chiese cristiane in Francia, per testimoniare che la Bibbia è davvero un segno di unità: monsignor Éric de Moulins-Beaufort, arcivescovo di Reims e presidente del Conferenza episcopale francese, il pastore François Clavairoly, capo della Federazione protestante di Francia e il metropolita Emmanuel, presidente dell’Assemblea dei vescovi ortodossi di Francia». «Abbiamo particolarmente apprezzato l’iniziativa — prosegue la teologa — di un docente che nell’ambito del suo corso di storia sul monachesimo nel Medioevo, ha suggerito ai suoi studenti del ginnasio di copiare un capitolo della Bibbia, come ancora la proposta della comunità delle diaconesse di Reuilly, nei dintorni di Parigi, di copiare il Salmo 119, condividendo il lavoro perché è il più lungo».

L’iniziativa si inserisce ovviamente nel graduale “deconfinamento” iniziato in Francia, mentre molte persone trascorrono ancora gran parte della giornata a casa. «La “Bibbia confinata”: tutti sono isolati ma partecipano a un’opera collettiva, che ha un senso e un valore particolare», commenta la professoressa. «Secondo le testimonianze da noi raccolte, copiare un testo sacro consente di appropriarsi del testo, quasi fosse un’esperienza spirituale — prosegue Duval-Poujol — non siamo soli ma uniti gli uni agli altri: alle generazioni precedenti e alle generazioni future attraverso il libro che verrà lasciato, e ugualmente a tutti questi moderni copisti collegati tra loro». La teologa conclude con un invito molto speciale: rileggere le Sacre Scritture in questi tempi di coronavirus. Attraverso la lettura della Bibbia «è possibile rivolgersi a Dio — nel testo vediamo persone che esprimono la loro sofferenza — ma anche trovare parole di conforto e di speranza, specialmente nel Libro dei Profeti, nei Vangeli, perché la Bibbia è una lettera d’amore di Dio nei nostri confronti».

L’inziativa dell’Associazione biblica francese si ispira dall’idea della “Bibbia Corona” promossa da Uwe Habenicht, pastore della Chiesa evangelica riformata di San Gallo, nell’omonimo cantone elvetico, convinto che in un periodo, come questo, di isolamento, inattività e incertezza, la possibilità di dedicarsi a tale mansione sarebbe stata ben accolta riempiendo le ore del tempo libero. Il compito è lo stesso: ricopiare in bella calligrafia un capitolo a propria scelta delle Sacre Scritture. Il progetto si è diffuso in altre nazioni, fino ad arrivare negli Stati Uniti. Allo stesso modo della Bibbia della quarantena francofona, il risultato sarà pubblicato in formato cartaceo e digitalizzato, disponibile su internet.

di Charles de Pechpeyrou