· Città del Vaticano ·

Onu, più fondi per la lotta al virus nei paesi poveri

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Mattarella ribadisce il valore della coesione ed elogia l’impegno degli operatori sanitari

08 maggio 2020

Le Nazioni Unite rilanciano e potenziano il loro appello a raccogliere 6,7 miliardi di dollari necessari per combattere la pandemia da coronavirus nei paesi più fragili e lanciano l’allarme: se non si interviene subito «dobbiamo prepararci a un aumento significativo di conflitti, fame e povertà. E al rischio di diverse carestie».

Il responsabile per gli affari umanitari dell’Onu, Mark Lowcock, ha ribadito ieri che il picco della pandemia è atteso nei paesi più poveri fra tre-sei mesi, ma ci sono già indicazioni sul crollo dei salari, perdite di posti di lavoro, riduzione nell’offerta di cibo e aumento dei prezzi, oltre ai bambini che non vengono vaccinati o nutriti a sufficienza. Dal primo appello, che indicava la cifra di due miliardi di dollari e che risale allo scorso 25 marzo, un miliardo di dollari è stato raccolto a sostegno della lotta alla pandemia di covid-19 nei paesi più poveri, sottolinea l’Onu.

Nel frattempo, la Cina ha annunciato ieri la disponibilità a collaborare con l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per la tracciabilità dei contagi. Pechino «non ha mai parlato contro l’azione dell’Oms e ne ha sempre sostenuto fermamente il lavoro. Continueremo a condurre una buona cooperazione in modo aperto, trasparente e responsabile, anche in materia di tracciabilità» ha detto la portavoce del ministero degli Esteri, Hua Chunying. «Fintanto che questo favorirà la migliore risposta dell’umanità a tali malattie infettive improvvise e importanti in futuro, la Cina agirà in modo responsabile».

Intanto, in occasione della giornata mondiale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha lanciato oggi un messaggio agli operatori sanitari. «L’Italia sta affrontando con energia e responsabilità l’attuale, difficile prova» ha detto Mattarella. «Il virus ha spezzato tante vite e impresso nella nostra memoria immagini che non dimenticheremo. Ma la coesione di cui siamo stati capaci, la capacità dei medici e degli operatori sanitari ci ha consentito di superare i passaggi più critici e di progettare ora una ripartenza. L’insegnamento del volontariato è una fonte irrinunciabile di umanità che ci aiuterà ad aprire una nuova stagione di sviluppo civile, economico, sociale». Le circostanze attuali — ha sottolineato ancora il presidente — «mostrano ancor di più il valore di un movimento internazionale, che grazie alla professionalità degli operatori e al generoso impegno dei suoi volontari reca alla comunità civile un contributo prezioso fatto di assistenza nella malattia, di aiuto concreto di fronte ai bisogni, di sostegno quando la paura e l’insicurezza rischiano di lasciare un segno profondo nella vita delle persone».