· Città del Vaticano ·

«Non possiamo smettere di ricordare»

Le massime autorità tedesche al memoriale delle vittime della guerra a Berlino (Reuters)

Il mondo celebra la capitolazione della Germania nazista e la fine della seconda guerra mondiale

09 maggio 2020

«Non esiste la fine della memoria, e non c’è possibilità di redenzione dalla storia. La storia tedesca è una storia spezzata. A questa appartiene la responsabilità di milioni di assassinii e di altrettanta sofferenza. Questo ci fa il cuore a pezzi. Per questo, si può amare questo Paese soltanto con il cuore a pezzi». Con queste parole, ieri, il presidente tedesco, Frank-Walter Steinmeier, è intervenuto per ricordare la capitolazione della Germania nazista e la fine della seconda guerra mondiale. Per la prima volta, Berlino e tutta la Germania si sono fermate per celebrare quel momento, l’8 maggio del 1945, quando, ormai in ginocchio, la Wehrmacht annunciò la resa incondizionata. Il mondo usciva dall’incubo del nazifascismo.

Quest’anno la ricorrenza della fine del conflitto che ha sconvolto il mondo ricorre in concomitanza con la festa dell’Europa, che celebra i settant’anni della storica Dichiarazione di Robert Schuman. Non a caso, Steinmeier ha lanciato, nel suo discorso, un appello all’unità europea, che vacilla proprio nel tempo della pandemia di covid-19, e alla difesa della democrazia. «Mai più — ha affermato il capo di Stato tedesco — significa mai più soli! Dobbiamo tenere l’Europa insieme. Come europei dobbiamo pensare, sentire ed agire. Se noi in Europa, anche dentro e dopo questa pandemia, non restiamo insieme, non rendiamo onore a questo 8 maggio». Nel 1945 l’Europa fu liberata dall’incubo del nazifascismo, «oggi dobbiamo liberare noi stessi. Dall’odio, dalla xenofobia e dal disprezzo della democrazia». Steinmeier ha sottolineato che non è possibile tagliare i ponti con il passato e con la memoria perché «chi lo fa toglie valore a tutto quello che abbiamo conquistato da allora e rinnega il seme essenziale della nostra democrazia».

Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, che insieme a Steinmeier si è recata al monumento alle vittime della guerra a Berlino, ha ricordato «i milioni di vittime e la sofferenza incommensurabile» provocata dalla Germania nazionalsocialista con la guerra. Merkel ha avuto un colloquio telefonico con il presidente russo, Vladimir Putin, con il presidente francese, Emmanuel Macron, e con il presidente statunitense, Donald Trump. In particolare con Macron, Merkel ha sottolineato il «valore della storica opera di riconciliazione fra Germania e Francia e la forte matura amicizia fra i due Paesi». Al presidente americano, il cancelliere ha invece ricordato «la particolare importanza del sostegno americano alla Germania dopo la fine della guerra» e da allora «la profonda alleanza fra i due Paesi». Alla commemorazione a Berlino erano inoltre presenti i rappresentanti degli organi dello Stato: il presidente del Bundestag, Wolfgang Schaeuble, il presidente del Senato, Dietmar Woidke e il presidente della Corte costituzionale Andreas Voákuhle.

Celebrazioni anche a Parigi. Il presidente Macron ha deposto una corona di fiori davanti alla statua del generale de Gaulle e ha risalito a piedi l’ultima parte degli Champs-Élysées. Come in Germania, è stata annullata ogni manifestazione o parata. La fiamma del milite ignoto francese è stata riaccesa alla presenza di un solo portabandiera. Sulla Tour Eiffel, sempre in mattinata, è stata issata una grande bandiera tricolore «per rendere omaggio ai combattenti e ai resistenti della seconda guerra mondiale e per celebrare la pace». In Gran Bretagna, la regina Elisabetta ii si è rivolta al Paese con un discorso nel quale ha sottolineato l’importanza di «mai arrendersi, mai disperare», con un esplicito riferimento all’attuale emergenza coronavirus e al lockdown. La sovrana britannica, al suo secondo discorso alla nazione dall’esplosione della pandemia, ha esordito ricordando come il messaggio di oggi venga trasmesso a 75 anni esatti da quando suo padre, re Giorgio vi, annunciò alla radio la fine della guerra. «All’inizio — ha detto la regina — le prospettive ci sembrarono cupe, la fine lontana, l’epilogo incerto. Ma conservammo la fede che la nostra causa era giusta» fino al traguardo della vittoria. Non è mancato del resto un pensiero alle «molte persone che diedero la vita in quel terribile conflitto». Quindi il riferimento diretto al coronavirus e al lockdown che costringe tuttora a casa la popolazione nel Regno Unito: «Oggi può sembrare duro non poter suggellare questo anniversario speciale come avremmo desiderato. Ma le nostre strade non sono vuote, sono colme dell’amore e della cura che abbiamo gli uni per gli altri. Quando guardo al nostro Paese di oggi e vedo ciò che facciamo per sostenerci e proteggerci a vicenda, mi dico con orgoglio che siamo ancora una nazione che quei soldati, marinai e aviatori coraggiosi» che combatterono il nazifascismo «riconoscerebbero e ammirerebbero».

Dal canto suo, il primo ministro Boris Johnson si è recato all’abbazia di Westminster dove ha acceso un cero e lanciato un messaggio alla nazione. La lotta al coronavirus «richiede lo stesso spirito di impresa nazionale» della lotta contro Hitler e la Germania nazista, ha detto Johnson. Sempre in Gran Bretagna, la Bbc ha trasmesso di nuovo il celebre discorso di Winston Churchill che annuncia ai britannici la vittoria sul nazismo.

In Russia, il presidente Putin si è rivolto alla nazione sottolineando l’importanza di essere uniti per affrontare le sfide attuali. «Sappiamo e crediamo fermamente che siamo invincibili quando siamo uniti» ha detto. Come è noto, la grande parata militare prevista per oggi sulla Piazza Rossa di Mosca per celebrare la fine del conflitto è stata annullata a causa della pandemia. Secondo i dati dell’università americana Johns Hopkins, in Russia il covid-19 ha provocato finora 1.723 vittime a fronte di 187.859 casi accertati e da una settimana si registrano oltre 10.000 nuovi contagi al giorno.

Negli Stati Uniti, sette veterani della seconda guerra mondiale tra i 96 e i 100 anni si sono uniti al presidente Trump e alla first lady Melania nella cerimonia per ricordare l’anniversario della fine del conflitto mondiale. La coppia presidenziale ha deposto una corona di fiori al World War ii Memorial a Washington. Anche in questo caso, i partecipanti alla cerimonia erano pochissimi a causa delle restrizioni per l’emergenza sanitaria.

Un messaggio di unità e solidarietà è giunto anche dalla Nato, l’alleanza atlantica che è sorta proprio alla fine della guerra. «Oggi segniamo 75 anni da quando le armi hanno taciuto in Europa. La Nato fu fondata sulle rovine della Seconda guerra mondiale, creando un legame indissolubile tra Europa e Nord America. Oggi siamo 30 amici e alleati. Noi ricordiamo. E siamo più forti insieme» ha dichiarato in un messaggio postato su Twitter il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg.