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Nigeria: fuga dalle violenze

Profughi nigeriani in fuga dalle violenze

Oltre 60.000 persone hanno trovato rifugio in Niger

14 maggio 2020

Le continue violenze in corso in alcune aree della Nigeria nord-occidentale ad aprile hanno costretto circa 23.000 persone a mettersi in salvo in Niger. Questo ha portato a più di 60.000 il totale di rifugiati che dalla Nigeria hanno cercato sicurezza nel vicino Paese, da quando è stato registrato il primo afflusso ad aprile dell’anno scorso. A denunciarlo è l’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati. Migliaia di disperati stanno fuggendo dagli attacchi perpetrati senza sosta da gruppi armati attivi negli Stati nigeriani di Sokoto, Zamfara e Katsina. La maggior parte ha trovato rifugio nella regione di Maradi, in Niger. Nei mesi scorsi numerosi villaggi di differenti aree governative locali hanno subito aggressioni da persone armate. L’attacco più mortale ha fatto registrare l’assassinio di 47 persone nelle Lga di Kankara, Danmusa e Dusi-ma, nello Stato di Katsina, causando la controffensiva aerea delle forze armate nigeriane. Le testimonianze delle persone in fuga riferiscono di episodi di estrema violenza ai danni dei civili, omicidi, rapimenti a scopo di estorsione, nonché saccheggi e razzie nei villaggi.

Gli sfollati e i rifugiati vivono in condizioni precarie, dal punto di vista della sicurezza e da quello delle condizioni igienico-sanitarie. Per questo le Nazioni Unite stanno lavorando in stretto coordinamento con le autorità del Niger per trasferire almeno 7.000 rifugiati in aree sicure, presso villaggi distanti 20 km dal confine, dove è possibile assicurare acqua, cibo, alloggio, cure mediche e altri aiuti essenziali. Il trasferimento permetterà anche di allentare la pressione sulle comunità di accoglienza delle aree di frontiera, che non dispongono di infrastrutture e servizi di base adeguati.