· Città del Vaticano ·

Lech Wałęsa ricorda Papa Wojtyla

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18 maggio 2020

Dall'edizione speciale dell'Osservatore Romano per il centenario della nascita di Karol Wojtyla riprendiamo il testo della testimonianze di Lech Wałęsa.

La copia cartacea dello speciale può essere acquistata al prezzo di 5 euro più le spese di spedizione. Per informazioni e prenotazioni rivolgersi a: info.or@spc.va  

Il chinarsi di Dio sulla storia degli uomini


Qualcuno si chinò lungamente su di me.
L’ombra non pesava sull’orlo delle sopracciglia.
Come la luce colma di verde,
come il verde, ma senza sfumature,
un indicibile verde posato su gocce di sangue.
Questo dolce chinarsi, pieno di freschezza e insieme di arsura
che cala dentro di me, eppure mi resta sopra,
anche se passa poco lontano — proprio allora diviene fede
e pienezza.
Questo dolce chinarsi, pieno di freschezza e insieme di arsura
è silenziosa reciprocità
Chiuso in quella stretta — come a una carezza sul volto
dopo la quale vi è stupore e silenzio, silenzio senza parole
senza nulla comprendere o bilanciare
in quel silenzio sento, sopra di me, il chinarsi di Dio.
(Karol Wojtyła — Canto del Dio Nascosto).

La strada comune, la storia comune, i sogni comuni, le azioni comuni, un solo obiettivo: il bene dell’uomo. E poi il nostro destino, il destino della Polonia così vicina al nostro cuore e — alla luce di questa vicinanza — il destino del mondo che cambia per opera degli uomini, ma non sempre per il loro bene. Cambiare il volto di questa terra, restituirla, rispettarla, amarla con fede, speranza e carità. Ci ha dato il verbo e noi l’abbiamo tradotto in vittoria.

Fede e solidarietà insieme fanno miracoli. Il comunismo agiva secondo una filosofia semplice: non permettere alla gente di unirsi, di organizzarsi intorno a un’idea comune, nella lotta pacifica. Il mondo intero ci diceva: smettete di fare sciocchezze, ogni vostro passo è controllato nel vostro Paese da duecentomila militari sovietici, intorno alla Polonia ce ne sono più di un milione, ci sono i silos pieni di armi nucleari.

I movimenti per la libertà non avevano nessuna possibilità di sconfiggere il comunismo, ma proprio allora è arrivato Giovanni Paolo II. L’elezione del Papa polacco e il suo primo pellegrinaggio in Polonia nel 1979 cambiarono il corso degli eventi, di colpo ci siamo resi conto di quanti eravamo e che tutto era possibile.

Questo risveglio spronò i polacchi a farsi guidare da piccoli gruppi di opposizione che confluirono poi in un movimento molto forte come Solidarność. Senza il Papa polacco mai saremmo stati in grado di organizzarci, non avremmo vinto.

Grazie al Santo Padre siamo insorti con fede e integrità morale, sempre fedeli all’idea della lotta pacifica. Dobbiamo moltissimo al Papa. Come sarebbero andate le cose, se il cardinale Karol Wojtyła non fosse diventato Papa? Un giorno il comunismo sarebbe caduto comunque, ma probabilmente con spargimento del sangue.

Giovanni Paolo II ha contribuito alla caduta del muro di Berlino e al rovesciamento dell’intero sistema. Ha esortato la società a protestare, ma anche a farlo in un modo intelligente, pacifico e onesto. Ha sempre difeso i poveri e gli oppressi, si opponeva con forza e convinzione ai conflitti armati, alle guerre e ingiustizie, alla repressione dei popoli e dei singoli. Per lui ognuno era unico e importante.

Ho incontrato il Santo Padre molte volte. Questi incontri erano sempre emozionanti e commoventi, ma non mancavano mai di un sostanziale scambio di opinioni. Devo dire francamente che ci capivamo senza parole e su questioni che gli altri discutevano per settimane senza mettersi d’accordo, noi riuscivamo a intenderci in pochissimo tempo nella piena comprensione, accettazione reciproca e soddisfazione per entrambe le parti.

Sono convinto che lo Spirito Santo ha sempre guidato e guida tuttora le azioni della Chiesa e delle persone grazie alle quali si possono fare cose che sembrano impossibili, cambiare confini, cambiare persone, cambiare il volto della terra, questa terra. Giovanni Paolo II è un personaggio assolutamente eccezionale che rimarrà per sempre nel mio cuore.

di Lech Wałęsa

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