· Città del Vaticano ·

L’apostolo scelto al posto di Giuda

Pietro Novelli «Elezione di san Mattia apostolo» (1640-1642 ca.)

Nella memoria liturgica di san Mattia fu scoperto il vaccino contro il vaiolo

14 maggio 2020

Era uno dei settantadue discepoli di Gesù. Uno della prima ora. Mattia seguì Cristo dal battesimo nel Giordano fino all’ascensione. Dovette però attendere molto tempo prima di diventare uno dei dodici apostoli e ciò avvenne solo dopo il tradimento e la morte di Giuda Iscariota.

Nel primo capitolo degli Atti degli apostoli (1, 15-26) si narra che Pietro, dopo l’ascensione di Gesù al cielo, propose ai centoventi discepoli riuniti in assemblea di scegliere uno di loro per prendere il posto di Giuda: «Bisogna dunque che tra coloro che ci furono compagni per tutto il tempo in cui il Signore Gesù ha vissuto in mezzo a noi, incominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di tra noi assunto in cielo, uno divenga, insieme a noi, testimone della sua risurrezione». I candidati erano due: Mattia e Giuseppe, chiamato Barsaba, soprannominato “il giusto”. Entrambi furono considerati degni di riempire il vuoto lasciato nel collegio apostolico. I centoventi si misero quindi a pregare e tramite sorteggio scelsero Mattia. Dopo questo avvenimento non abbiamo più notizie certe su di lui. Troviamo solo tracce del suo martirio nella letteratura apocrifa, in particolare negli Atti di Andrea e Mattia. In essi si narra che, recatosi a predicare in un territorio in cui si praticava il cannibalismo, venne catturato, quindi accecato, poi guarito miracolosamente e liberato da Andrea. Morì infine per decapitazione.

Ma le varie fonti si contraddicono. Alcuni lo ritengono nato a Betlemme da una famiglia della tribù di Giuda. La cosa certa è che dopo aver ricevuto lo Spirito Santo il giorno di Pentecoste iniziò a predicare il Vangelo. La sua predicazione insisteva sulla necessità di mortificare la carne, secondo quanto racconta Clemente alessandrino. Un’antica tradizione greca colloca, invece, l’attività apostolica di Mattia in Cappadocia e sulle coste del Mar Caspio. Altri dicono che si spostò in Etiopia dove venne martirizzato. Secondo Niceforo la sua predicazione si svolse in Giudea e in Etiopia dove fu crocifisso. Tuttavia, nemmeno sulle modalità della morte vi sono certezze: infatti Mattia viene rappresentato con un’alabarda al fianco, simbolo del martirio per decapitazione.

Una parte delle sue reliquie sono custodite nell’abbazia di Treviri, in Germania, che porta il suo nome. La tradizione vuole che anche nella basilica papale di Santa Maria Maggiore a Roma ve ne siano; ma secondo i Bollandisti — eruditi che hanno lavorato nella compilazione degli Acta Sanctorum — sono state confuse con quelle di un altro Mattia, che era vescovo di Gerusalemme intorno all’anno 120.

Considerato il patrono dei macellai, dei carpentieri e degli ingegneri, l’apostolo è invocato anche contro il vaiolo. Infatti, nel giorno della sua festa, il 14 maggio 1796, Edward Jenner somministrò il primo vaccino che ha debellato la contagiosa malattia virale. (nicola gori)