· Città del Vaticano ·

In contatto con l’Armonia

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Un’occasione da non perdere

14 maggio 2020

Da sempre l’umanità cambia il proprio incedere a seguito di sconvolgimenti epocali dovuti a guerre, carestie, crisi finanziarie, malattie pandemiche. Popoli interi che migrano, usi e costumi che cambiano, religioni e visioni politiche che si impongono. Alla fine di questa emergenza sanitaria usciremo davvero cambiati? Spero di sì, ma ho molti dubbi che questo possa accadere. Ci sarà sicuramente la corsa ad accaparrarsi il lato soleggiato della strada, ognuno nel proprio campo, nel proprio settore. Temo che questa fase diverrà mors tua vita mea.

Il vero cambio di passo dovrà avvenire a livello delle istituzioni, della politica, della etica del lavoro, della ricerca della bellezza spirituale. Al centro di questa ricostruzione morale l’arte dovrebbe essere una delle colonne portanti. La musica, la pittura, la scrittura e ogni altra forma di espressione non dovranno più essere viste solo come simpatici passatempi, come svago.

Abbiamo visto, in questi mesi di costrizione in casa, come le persone abbiano attinto all’energia positiva della musica che tanti artisti hanno messo a disposizione di tutti. Ci si è scoperti cantanti, scrittori, lettori e questo ha reso meno dura la chiusura delle nostre città e la distanza sociale. Molta gente si è resa conto del ruolo fondamentale che la cultura ha nelle proprie vite, in quella dei figli, in quella degli amici. Una canzone cantata da un condominio intero ha avvicinato gli abitanti di quello stabile più di tante riunioni di condominio dove di solito prevalgono le aspettative personali su quelle sociali. Aspettare che quel tal musicista mettesse sulla rete la sua musica serale ha tenuto alto il morale di una comunità intera.

Quello che mi aspetto dalla nostra classe politica, da chi governa le nostre vite, è che questo patrimonio di bellezza non venga sprecato una volta usciti dall’emergenza. Che non si risolva in un “grazie” o una pacca sulle spalle a chi in questi mesi ha sostenuto moralmente una nazione intera. Mi aspetto, per fare un esempio molto semplice e diretto, che nelle scuole di tutti gli ordini e i gradi, le ore di musica, di arte, diventino una delle parti principali della giornata, che i bambini imparino a sentire la bellezza di un’armonia, a vedere la bellezza dei colori, che possano provare cosa significhi comporre un brano musicale, come dare forma a pensieri e idee dipingendo una tela, scrivendo poesie con qualsiasi mezzo espressivo. Non abbiamo bisogno di nuovi Mozart, di nuovi Leonardo da Vinci, abbiamo bisogno di generazioni future che sappiano pensare con la propria testa, che abbiano una visione più spirituale del proprio mondo, di quello del vicino, che sappiano apprezzare le differenze per riconoscerle come una risorsa messa a disposizione di tutti. È una sfida che non ha costi proibitivi e se anche ne avesse ne varrebbe comunque la pena, ha solo bisogno di una visione diversa del mondo, dell’uomo, perché l’insegnamento che ci lascerà questa esperienza così drammatica non vada dimenticato e disperso.

Non solo numeri, conti, bilanci, ma soprattutto il contatto con il nostro sé più intimo, con la Natura, il Creato e ciò che eleva il nostro Spirito, il contatto con l’Armonia. Per cambiare rotta serve dunque uno sguardo più in là del nostro naso, serve veleggiare verso altri mari perché quelli solcati fino a qui tengono poco conto della complessità dell’animo umano e sviliscono ciò che in realtà tutte le civiltà tendono a tramandare nel tempo: il rapporto profondo con la bellezza dell’armonia che viene celebrata da sempre attraverso le storie degli uomini raccontate in musica, in arte, in poesia.

Diamo allora un nuovo senso a questa crisi e navighiamo verso la Bellezza.

di Franco D’Aniello