· Città del Vaticano ·

Il grido di battaglia del rock’n’roll

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Ricordo di Little Richard

12 maggio 2020

Awopbopaloobopalopbamboom: scorrendo piano piano questa lunga serie di lettere senza significato ci si rende conto che il loro suono non è poi così insolito. Anzi, rileggendole con attenzione ci si accorge che la sequenza è molto, ma molto familiare. Perché tutti hanno ascoltato, innumerevoli volte, l’attacco di Tutti Frutti, uno dei grandi successi di Little Richard, al secolo Richard Wayne Penniman, morto a Nashville lo scorso 9 maggio. Il percorso musicale di Little Richard, seppur protrattosi fino agli ultimi anni di vita, ha esaurito la sua forza creativa e propulsiva negli anni Cinquanta, Nella decade del rock’n’roll, infatti, si sono addensati i suoi maggiori successi, dalla già citata Tutti Frutti a Long Tall Sally, da Ready Teddy a Slippin’ and Slidin’, da Lucille a Good Golly Miss Molly. Poi l’arrivo dei Beatles travolse il mondo della musica e relegò in secondo piano i primi rocker statunitensi. Eppure tutti i musicisti delle generazioni successive, a partire proprio dai Beatles, hanno pagato il loro tributo a quel primo gruppo di pionieri del rock che, oltre a Little Richard, contava tra gli altri Chuck Berry, Jerry Lee Lewis e Elvis Presley, al quale arrise un successo planetario davvero straordinario. Ma se Elvis Presley del rock proponeva un volto pop, a suo modo più edulcorato, gli altri, e soprattutto Little Richard, si affermarono ribadendo la radicalità di quel genere musicale, la sua grande forza trasgressiva, destinata a scuotere gli Stati Uniti del dopo guerra. Un rock’n’roll nero, venato di blues e di soul, dove di tutto si parlava tranne che di stucchevoli storie di amore. E proprio nei testi Little Richard (il primo a presentarsi in scena con un trucco e un’acconciatura che anni dopo sarebbero stati ripresi da Prince), ha rivelato una carica fuori dal comune, introducendo il nonsense nei suoi versi, che proprio perché privi di un rigore logico, potevano sprigionare la stessa carica liberatoria della musica. Non sorprende quindi che la scomparsa del musicista abbia suscitato grande emozione. Tra i tanti messaggi diffusi dopo la sua morte, particolarmente commosso è stato quello di Bob Dylan che ha descritto Little Richard come la «mia luce guida», «lo spirito originario che mi ha mosso a fare tutto quello che ho fatto». Certo la musica di Dylan, così come i suoi ricercatissimi testi sono distanti anni luce da Little Richard. Ma evidentemente anche il signor Zimmerman, come tutti, è stato scosso da ragazzo dall’unico vero grido di battaglia del rock’n’roll: Awopbopaloobopalopbamboom. (giuseppe fiorentino)