· Città del Vaticano ·

Esasperato dalla pandemia il dramma invisibile degli sfollati interni

Una donna siriana con il figlio in braccio in un campo per sfollati nel nordest del Paese (Afp)

Il messaggio del Papa per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si celebrerà domenica 27 settembre

15 maggio 2020

«Quando si parla di migranti e di sfollati troppo spesso ci si ferma ai numeri. Ma... si tratta di persone! ...E conoscendo le loro storie... potremo comprendere, per esempio, che quella precarietà che abbiamo sperimentato con sofferenza a causa della pandemia è un elemento costante della vita degli sfollati». È questo uno dei passaggi più significativi e attuali — perché legato alla contingenza della crisi provocata dal coronavirus — del messaggio di Papa Francesco per la prossima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che si celebrerà il 27 settembre, ventiseiesima domenica del tempo ordinario.

Il documento papale è stato presentato nella mattina di venerdì 15 maggio, nella Sala stampa della Santa Sede, in diretta streaming, nel rispetto delle misure di distanziamento sociale imposte per evitare il propagarsi del contagio. Dedicato al tema degli sfollati interni — «milioni di famiglie... che fuggono dalla fame, dalla guerra, da altri pericoli gravi» — «alla luce dei tragici eventi che hanno segnato il 2020» il testo è stato esteso da Francesco anche «a tutti coloro che vivono esperienze di precarietà e di emarginazione a causa del Covid-19».

Partendo dall’esperienza di Gesù Cristo sfollato e profugo assieme ai suoi genitori, la riflessione del vescovo di Roma continua con una nuova articolazione dei quattro verbi con cui egli ha sintetizzato la pastorale migratoria: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Tale articolazione è a sua volta strutturata in sei coppie di verbi, che corrispondono ad altrettante azioni concrete attraverso una relazione di causalità che lega tra loro i vari passaggi: conoscere per comprendere, farsi prossimo per servire, ascoltare per riconciliarsi, condividere per crescere, coinvolgere per promuovere, collaborare per costruire.

Infine il messaggio, che reca la data del 13 maggio, memoria della beata Vergine Maria di Fatima, si conclude con una preghiera suggerita dall’esempio di san Giuseppe, esule con Maria in Egitto per sottrarre il figlio alla persecuzione di Erode. Nella circostanza è stata anche lanciata una campagna video — promossa dalla sezione Migranti e rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale in collaborazione con Vatican Media — in preparazione alla Giornata.

Messaggio del Papa