· Città del Vaticano ·

Volontari no stop

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Tra mille difficoltà a Napoli l’Associazione Gioventù cattolica continua ad aiutare persone sole e minori a rischio

28 aprile 2020

In città sono conosciuti da ben ventitré anni per il loro prezioso aiuto ai minori più esposti all’abbandono scolastico e alla criminalità. Ma ora, vista l’emergenza da coronavirus, sono diventati ancora più apprezzati dalla popolazione. Sono i volontari dell’Associazione Gioventù cattolica, un’organizzazione che opera dal 1997 in un’area particolarmente delicata della città di Napoli, quella compresa tra piazza Mercato, l’antico borgo Sant’Eligio, Forcella, i Quartieri Spagnoli e il borgo degli Orefici. Insomma il centro storico, dove la richiesta di aiuto, già forte in tempi normali, si è fatta ancora più urgente con le ultime restrizioni imposte dalla pandemia. Ne parliamo con il presidente, Gianfranco Wurzburger: «L’Associazione Gioventù cattolica fu costituita grazie ai giovani della parrocchia di Sant’Eligio Maggiore e oggi è anche componente della consulta del laicato dell’arcidiocesi di Napoli. Ci siamo sempre occupati anzitutto di minorenni in condizioni di disagio, ma dallo scorso novembre — racconta al nostro giornale — avevamo avviato anche un progetto di sostegno per gli anziani. Era stato pensato inizialmente come un servizio di vicinanza, i nostri volontari entravano nelle case per fare quattro chiacchiere, dare una mano in cucina, giocare a carte, talvolta perfino fare due passi in piazza della Carità, come succedeva per esempio con un signore che ama fumare il sigaro. Poi, purtroppo, è arrivata l’emergenza e abbiamo dovuto bruscamente rivedere tutto».

Le regole sempre più restrittive imposte dal governo per far fronte al coronavirus, hanno costretto l’associazione a una modifica radicale delle attività quotidiane: «Abbiamo cambiato le tipologie di intervento di tutti i nostri operatori, in particolare quelli più impegnati sul territorio. Nel caso dei bambini, sono state inevitabilmente interrotte tutte le attività ludiche che tenevamo all’aperto nel nostro parco di circa tremila metri quadri. Ma ci siamo industriati e, per intrattenere i più piccoli, abbiamo aperto un canale YouTube, chiamato Tele Assogioca, tramite cui quattro volte la settimana mandiamo in onda giochi virtuali, raccontiamo fiabe napoletane e pubblichiamo videomessaggi di cantanti locali», spiega Wurzburger.

Le famiglie in difficoltà servite dall’Associazione Gioventù cattolica sono in tutto circa 600, grazie al lavoro senza sosta di volontari di tutte le età: «Possiamo contare su 42 ragazzi in arrivo dal servizio civile, più un’altra decina di persone che si sono aggiunte a noi proprio nelle ultime settimane. Si muovono a piedi o con un furgoncino».

E per gli anziani? «Dodici dei nostri volontari, in felpa blu con il logo dell’associazione e a bordo di biciclette ben riconoscibili grazie a particolari pannelli laterali — spiega il presidente — percorrono in lungo e in largo i vicoli del centro storico per portare tutto quello che serve a una quarantina di anziani: dalla spesa quotidiana ad altri generi di prima necessità. Ovviamente si occupano anche di acquistare le medicine e di procurarsi le relative prescrizioni. Il tutto, rispettando sempre con la massima attenzione ciascuna delle precauzioni imposte dalla legge: indossano guanti e mascherine, rispettano la distanza di sicurezza, lasciano i pacchi davanti all’ingresso oppure all’interno di panieri che vengono ritirati dalla finestra o dal balcone, proprio come si faceva una volta. Abbiamo a cuore la salute degli anziani che aiutiamo — sottolinea Wurzburger — sono fragili, qualcuno è anche malato, non possono correre alcun rischio di contaminazione dall’esterno. E allo stesso modo non vogliamo neanche che i nostri volontari siano esposti al contagio».

La popolazione, che già li apprezzava, in una situazione come quella che stiamo vivendo li ammira ancora di più. E cerca di aiutarli in tutti i modi: «C’è sempre qualcuno, per esempio, che ci dà una mano anche solo lanciando un’occhiata alle biciclette dei ragazzi quando vengono lasciate incustodite per qualche minuto durante le consegne», precisa Wurzburger.

I problemi, tuttavia, non mancano: «Nonostante il grande appoggio che riceviamo dalla Caritas diocesana, diretta da don Enzo Cozzolino e da associazioni come L’Altra Napoli, purtroppo le risorse non sono mai abbastanza. Siamo sempre in difficoltà per le mascherine, per esempio: ce ne servirebbero altre. E anche i generi alimentari, ora che abbiamo esaurito le scorte del nostro Banco alimentare, sono diventati un problema. Per andare a fare la spesa — continua — i volontari sono costretti a restare in coda spesso anche per due ore. E in questo modo tutto diventa più difficile. Sarebbe bellissimo se le grandi catene di distribuzione creassero una sorta di corsia preferenziale per i volontari, ma mi rendo conto che servirebbero regole precise per una situazione a cui nessuno poteva essere preparato. Dunque — conclude il presidente Wurzburger — andiamo avanti così, lavorando come al solito con tutti noi stessi per il bene della nostra comunità».

di Valentino Maimone