· Città del Vaticano ·

L’idea della “Bibbia Corona” partita in Svizzera

Una sorprendente riscoperta

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24 aprile 2020

La parola d’ordine è rallentare, il compito apparentemente molto semplice: ricopiare in bella calligrafia, come novelli amanuensi, un capitolo a propria scelta delle sacre Scritture. Il progetto, partito quasi per gioco, sta avendo successo e dalla Svizzera si è diffuso in altre nazioni, fino ad arrivare negli Stati Uniti. A oggi circa l’80 per cento dei 1189 capitoli è stato assegnato e, alla luce dei contributi ricevuti, il risultato sarà pubblicato in formato cartaceo e digitalizzato, disponibile su internet. L’idea della “Bibbia Corona” — come riferisce il sito in rete Cath.ch — è venuta a Uwe Habenicht, pastore della Chiesa evangelica riformata di San Gallo, nell’omonimo cantone elvetico, convinto che in un periodo, come questo, di isolamento, inattività e incertezza, la possibilità di dedicarsi a tale mansione sarebbe stata ben accolta riempiendo le ore del tempo libero. E così, originariamente pensato per i residenti della città e della regione di San Gallo, il progetto ha rapidamente guadagnato terreno, prima in altri cantoni (Berna, Zurigo) e poi in Germania, Austria, Liechtenstein, Stati Uniti appunto.

«L’unica condizione è che si scriva a mano», sottolinea il pastore protestante, la cui squadra comprende anche membri della Chiesa cattolica di San Gallo. L’obiettivo è proprio quello di rallentare: abituati generalmente, nello studio, nel lavoro, all’efficienza e alla rapidità attraverso il copia-incolla, la digitalizzazione, la trascrizione audio, la “Bibbia Corona” persegue un’altra finalità ovvero «trovare un nuovo ritmo nella nuova e straordinaria situazione che stiamo vivendo». Habenicht spiega che i partecipanti possono aggiungere qualcosa della loro individualità, a esempio attraverso la propria calligrafia. È importante che ognuno si senta parte di un insieme che lo includa e lo superi al tempo stesso. I diversi capitoli sono piccole porzioni di un tutto più grande, che collega i partecipanti al passato e al futuro: il testo della Bibbia così copiato sarà alla fine ufficialmente consegnato alla biblioteca dell’abbazia di San Gallo. «La vedevo come attività solitaria nei monasteri del Medioevo», afferma, «poi, a un esame più attento, mi sono reso conto che gli amanuensi spesso agivano in collaborazione. Anche lì il lavoro individuale e collettivo era combinato».

In cinque settimane, grazie anche a un sito web dedicato e a video esplicativi, sono più di mille i capitoli della Bibbia già distribuiti ai partecipanti. I “preferiti” sono il salmo 23, il Cantico dei cantici, la storia della creazione e il racconto della nascita di Gesù, «scomparsi incredibilmente in fretta». Ma forse il risultato più sorprendente è vedere i fedeli, e non, riscoprire le sacre Scritture: «Le persone partono davvero alla loro scoperta. L’altro giorno una giovane donna a cui è stato dato un libro di Mosè ci ha scritto dicendo che era stupita del racconto. Non lo ricordava in quei termini. All’improvviso la gente ha iniziato a vedere cosa vi era scritto, ed emergono percezioni diverse e domande appassionanti». Molti hanno arricchito il testo con propri commenti e illustrazioni, alcuni nella propria lingua madre. Coronavirus permettendo, il trasferimento dell’intera opera, digitalizzata, nella biblioteca dell’abbazia dovrebbe avvenire in autunno, al più tardi nella prossima primavera. (giovanni zavatta)