· Città del Vaticano ·

Una Chiesa da restaurare

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Nell’arcidiocesi di Los Angeles una preghiera di guarigione dalle ferite provocate dagli abusi

21 aprile 2020

«Caro Gesù, pastore della pace, unisci alla tua propria sofferenza il dolore di tutti coloro che sono stati feriti nel corpo, nella mente e nello spirito da quelli che hanno tradito la fiducia riposta in loro». È una Chiesa da restaurare, da reimmaginare, così come scuole, quartieri, comunità. La ferita delle violenze sessuali commesse su minori e persone vulnerabili da ecclesiastici e religiosi sarà difficile da rimarginare. Per la guarigione serve anche pregare, e molto. Negli Stati Uniti, dal 1983, aprile è il mese per la prevenzione nazionale degli abusi sui bambini. Fra le tante iniziative, quest’anno si segnala la novena di preghiera, dal 18 al 26 aprile, organizzata dall’arcidiocesi di Los Angeles. «Questa novena è per coloro che sono stati direttamente danneggiati dalle violenze sia all’interno sia all’esterno dei luoghi di culto e delle strutture religiose. Insieme pregheremo per la guarigione della nostra Chiesa e delle nostre comunità, mentre lottiamo per comprendere, espiare», spiega Heather Banis, coordinatrice del Victims Assistance Ministry dell’arcidiocesi, l’ufficio per l’assistenza alle vittime (al quale è collegato un numero telefonico) che pubblica annualmente l’elenco aggiornato di politiche, programmi, risorse, numeri di contatto e altre importanti informazioni sull’opera di prevenzione. Si tratta di una squadra interamente composta da donne: insieme a Heather Banis ci sono le vice coordinatrici Teresa Celada-Dalton e Martha Gutierrez e l’assistente Christi Lara.

Con gran parte del mondo chiuso in casa per colpa del coronavirus, l’isolamento domestico potrebbe rendere le persone vulnerabili agli abusi ancora più vulnerabili. Molte delle vittime, in generale (quindi non esclusivamente in ambito ecclesiale), hanno infatti subito violenza da un adulto della cerchia familiare o comunque di fiducia, osserva la coordinatrice, e tale situazione potrebbe facilmente ripetersi se i due restano confinati nello stesso luogo.

Da sabato scorso, ogni giorno della novena una parrocchia diversa dell’arcidiocesi di Los Angeles sta ospitando un servizio di preghiera o celebrando una messa trasmessa in streaming dedicata alla guarigione dagli abusi sessuali. Le parrocchie sono situate nelle aree di San Fernando, Santa Barbara, Our Lady of the Angels, San Pedro e San Gabriel. Ai cattolici è stato chiesto di decorare e accendere una candela in casa per coloro che hanno subito violenza e per le loro famiglie. Le intenzioni e le intercessioni di preghiera durante la novena includono la protezione dei più vulnerabili nelle comunità, la cura, l’accompagnamento e il conforto delle vittime nonché il supporto alle comunità impegnate sul campo. «L’obiettivo è convogliare tutti in una preghiera collettiva, in un profondo momento di riflessione», osserva Heather Banis. Poiché le riunioni pubbliche e i servizi di culto sono stati sospesi a causa della pandemia, i fedeli sono invitati a visitare un’apposita pagina web, intitolata United Together in Prayer, dove verrà fornito il live streaming con la parrocchia di turno.

Da tempo la diocesi di Los Angeles, guidata dall’arcivescovo José Horacio Gómez, presidente della Conferenza episcopale statunitense, è in prima linea sul fronte delle denunce, in collaborazione con le forze dell’ordine, e della prevenzione dell’odioso crimine. Aprile si è aperto con l’iniziativa dell’Office of Safeguard the Children «Uniti insieme nella preghiera», per trasformare la consapevolezza di un grave problema in azione. L’arcidiocesi ha inoltre creato un nuovo sito web, LACatholics, che funge da strumento multiforme contenente risorse, programmi e servizi per la protezione dei minori e la segnalazione di abusi, compresa la Carta per la protezione dei bambini e dei giovani sottoscritta dall’episcopato statunitense. «Grazie al coraggio delle vittime e all’impegno dei rappresentanti e dei volontari della Chiesa, abbiamo assistito a una considerevole riduzione degli episodi di abusi sessuali su minori negli ultimi due decenni qui nell’arcidiocesi di Los Angeles. Tuttavia — scrive monsignor Gómez in una lettera — ogni caso, anche uno in più, è di troppo: un crimine e un peccato che richiedono giustizia, riparazione e guarigione. Rimaniamo vigili e impegnati a tutti i livelli ecclesiali per creare ambienti sicuri per i nostri figli, riferendo e investigando sulle accuse di cattiva condotta e rimuovendo gli autori dal ministero».

Il 17 febbraio 2004 l’arcidiocesi ha pubblicato il Report to the People of God: Clergy Sexual Abuse Archdiocese of Los Angeles 1930-2003, un dossier che è diventato parte essenziale degli sforzi in corso per promuovere la guarigione e la riconciliazione delle vittime, delle loro famiglie e dell’intera comunità ecclesiale, tradita da sacerdoti, diaconi, membri di ordini religiosi e altri che hanno servito la Chiesa in quel lungo periodo. Il rapporto ha esposto, senza alcun tentativo di giustificare gli errori commessi, la storia spesso dolorosa di come la comprensione dei responsabili dell’arcidiocesi di Los Angeles riguardo la piaga degli abusi sessuali si sia evoluta nel corso degli anni, dal momento in cui è stata trattata essenzialmente come una “debolezza morale” e un “peccato” all’adozione, nel 2002, di una ferma politica di tolleranza zero.

«Spirito santo, consolatore di cuori, guarisci le ferite del tuo popolo e rendi integro ciò che è frantumato»: questa l’invocazione con la quale domenica 26 aprile, a conclusione della novena di preghiera, i fedeli, nelle proprie case, chiederanno coraggio e saggezza, umiltà e grazia, pace e giustizia.

di Giovanni Zavatta