· Città del Vaticano ·

Tutti e ciascuno

Particolare da una tavola tratta da «Che cos’è una sindrome» di Giovanni Colaneri

Due splendide proposte della casa editrice Uovonero

17 aprile 2020

«Davide è molto fortunato»: anche se non lo ha chiesto, gli hanno regalato un cane, un labrador affettuosissimo di nome Rocco. Inoltre Davide — che ha una memoria prodigiosa, utilissima in tante occasioni ed è bravissimo a inventare e raccontare le storie — ha la fortuna di poter leggere a letto finché vuole, anche dopo che papà e mamma hanno spento definitivamente la luce nella stanza dei bambini.

Così racconta il fratello minore di Davide, io narrante del libro Che bambino fortunato! (Crema, Uovonero 2019, traduzione dallo spagnolo di Lorenza Luz Pozzi, pagine 40, euro 14.50) di Lawrence Schimel, scrittore e traduttore statunitense, e Juan Camilo Mayorga, artista e illustratore colombiano. Certo, ci sono anche dei doveri nell’essere suo fratello: dopo averli usati, ad esempio, gli oggetti di casa vanno rimessi tassativamente al loro posto, in modo che Davide possa poi trovare quello che cerca. E quando viene in visita l’amico Carlo non ci si può sbizzarrire con i soldatini, lasciandoli lì dove sono quando gli adulti chiamano per la merenda. Poco male: Davide è un fratello meraviglioso, e tutto passa in secondo piano. Anzi, peccato per Carlo che è figlio unico.

È allegro e spensierato Che bambino fortunato!, un libro delizioso per le tavole e molto intelligente per il contenuto: Davide, infatti, viene presentato in positivo per tutto quello che sa fare e può fare. Un libro sul valore della differenza, raccontata — senza sdolcinatezze, banalità o mitizzazioni al contrario — dal fratello di un bambino cieco, e vissuta come un arricchimento. La disabilità di Davide, infatti, lo porta a sviluppare alcune caratteristiche, rendendolo agli occhi del fratello un formidabile compagno di giochi.

La storia — che contiene due pagine in alfabeto braille e una piccola appendice che racconta ai bambini cos’è e come si usa questa particolare forma di scrittura — è solo una dei tanti titoli proposti da Uovonero, casa editrice lombarda che ha appena compiuto dieci anni.

Nata grazie all’incontro tra psicologia dell’autismo, comunicazione e musica (le specializzazioni dei tre fondatori), Uovonero — il cui nome viene da una fiaba di Luigi Capuana che parla della bellezza della diversità, e di come essa vada valorizzata e non normalizzata — propone libri accessibili e adatti a tutti i bambini senza distinzioni, inclusi coloro che presentino uno svantaggio nella lettura. Non si è voluto, cioè, fare libri speciali per bambini speciali, ma libri che possano essere condivisi da tutti: storie per includere, e non storie che finiscano per accentuare l’esclusione. Edizioni inoltre — e qui Uovonero fa davvero la differenza — che non rinunciano mai alla qualità in termini di materiali, testi e illustrazioni.

Rivolgendosi a piccoli e adolescenti, Uovonero pubblica dunque testi con rinforzi comunicativi, che si tratti di bimbi in età prescolare o con difficoltà cognitive; saggi sull’autismo; albi illustrati e libri di narrativa che aiutano a capire e ad accettare chi è diverso; narrativa ad alta leggibilità che affronta il tema della dislessia in modo attento, leggero e divertente; una collana di giochi per divertirsi e imparare nel rispetto delle diversità e della collaborazione non competitiva, e via dicendo.

Tra gli ultimi libri usciti, ricordiamo anche lo splendido Che cos’è una sindrome (2019, pagine 60, euro 18) con testi e illustrazioni di Giovanni Colaneri che presenta — in modo curioso, colorato e avvincente — le tantissime declinazioni assunte dalla parola “sindrome”, termine ombrello che include realtà infinitamente varie. Giungendo alla conclusione che qualsiasi cosa una sindrome sia (una cosa seria, una crisi, un disordine, un sentiero, un punto di vista, una salita, un colore, un pregiudizio...), qualsiasi effetto essa provochi sul singolo individuo o sulla realtà in cui costui vive, la sindrome — che è «qualcosa che non si può nascondere» — è prima di tutto qualcosa che ci riguarda. Tutti e ciascuno.

di Silvia Gusmano