· Città del Vaticano ·

Portatori di speranza

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Iniziative ecumeniche per vivere la Pasqua ai tempi del coronavirus

10 aprile 2020

«Possa il soffio di Dio animare la nostra salda attesa, affinché la Chiesa e ciascuno di noi possa divenire portatore di speranza e luce nel nostro mondo sconvolto da tanta sofferenza»: con queste parole la Commissione degli episcopati dell’Unione europea (Comece) e la Conferenza delle Chiese europee (Cec) si sono rivolte, in un messaggio congiunto, a tutti i cristiani del continente che si apprestano a celebrare la Pasqua in un modo completamente nuovo. Come scrivono il cardinale Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo e presidente della Comece, e il reverendo Christian Krieger, presidente della Cec, i cristiani «non avranno la possibilità di ritrovarsi per pregare e cantare, riunirsi per rimanere in silenzio di fronte a Dio, ascoltare la sua parola, incontrarsi per condividere il pane ed il calice» a causa delle norme imposte per combattere la pandemia del covid 19 «che sta devastando il mondo, causando lutto e sofferenza tra tutti i popoli».

In questa condizione del tutto nuova i fedeli sono chiamati a vivere la Pasqua per testimoniare la vittoria della vita che alimenta quella speranza, descritta citando le parole dell’apostolo Paolo nella lettera ai Romani (8, 24-25), da portare nel mondo. Si tratta di un invito che la Comece e la Cec avevano già formulato, anche se in termini diversi, qualche giorno fa in un altro messaggio congiunto, quando avevano ricordato cosa i cristiani devono fare per donare luce in un tempo soffocato dalle tenebre.

In Europa sono stati pensati gesti ecumenici nella stessa prospettiva indicata dal messaggio congiunto della Comece e del Cec: in Germania, nel giorno di Pasqua, alle ore 12, le Chiese cattoliche ed evangeliche torneranno a suonare insieme le campane come segno di una comune testimonianza alla gioia, così come è stato fatto, in altri momenti, durante questa quaresima. Un segno di comunione chiesto congiuntamente dalla Conferenza episcopale tedesca e dalla Chiesa evangelica in Germania, che hanno promosso e sostenuto una serie di progetti volti all’assistenza spirituale e materiale, anche al di fuori dei confini nazionali.

Nel Regno Unito, dove in queste ultime settimane si sono moltiplicate le iniziative ecumeniche in favore di coloro che sono stati colpiti dal covid 19, la Chiesa d’Inghilterra ha esortato a vivere la settimana santa, in particolare la Pasqua, secondo quanto suggerito dal Churches Together in Britain and Ireland per essere testimoni di gioia e di luce: per questo è stato chiesto di accendere, in ogni comunità, soprattutto nelle famiglie, una candela da rendere visibile a tutti, come segno della luce di Cristo che cambia il mondo.

In Brasile il Conselho Nacional de Igrejas Cristãs, che fin dall’apparire dei primi casi di coronavirus nel paese ha invitato a seguire le indicazioni del mondo scientifico, ha rivolto un appello a tutti i cristiani affinché la Pasqua possa essere vissuta facendo ricorso alla fantasia, a cui ricorrere nella celebrazione liturgica e nella condivisione della misericordia di Dio. Ciò aiuterà i cristiani a testimoniare la forza di Colui che ha sconfitto la morte, con un pensiero sempre rivolto ai poveri che sono tra i più esposti al contagio.

Il vescovo anglicano Philip Huggins, presidente del National Council of Churches in Australia, nel suo messaggio pasquale ha ricordato le tragiche vicende che hanno segnato il paese in questi ultimi mesi, dai disastrosi incendi fino all’apparire della pandemia. Vicende che hanno mostrato l’importanza della preghiera ecumenica nell’esperienza quotidiana dei cristiani spingendo il vescovo ad augurarsi che nel giorno di Pasqua «l’amore di Gesù sia sempre più vivo in tutto ciò che pensiamo, diciamo e facciamo».

Negli Stati Uniti, la lettera dei due principali organismi ecumenici, Christian Churches Together e National Council of the Churches of Christ, che è stata rivolta a tutti i cristiani, ha invitato a compiere gesti semplici e concreti con i quali vivere la gioia di questo periodo, nonostante i limiti imposti alle celebrazioni comunitarie a causa della pandemia: la richiesta di appendere colombe e croci colorate alle finestre e alle porte delle proprie abitazioni, preparate coinvolgendo anche i più piccoli, risponde quindi al desiderio di rendere la Pasqua, soprattutto quest’anno, tra sofferenze e timori, una straordinaria occasione per testimoniare l’unità nella luce di Cristo risorto che dona la vita.

di Riccardo Burigana