· Città del Vaticano ·

Per proteggere gli anziani

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg

Da 40 giorni suore e operatori in autoisolamento in una casa di riposo di Montenero di Bisaccia

28 aprile 2020

«Siamo barricati da 40 giorni, ma siamo felici di aver preso questa difficile decisione, sia perché i nostri anziani stanno tutti bene e nessuno ha contratto il covid-19 e sia perché con questa dura prova abbiamo capito di essere una grande famiglia unita che persegue un solo obiettivo: preservare la salute. Noi barricati ci staremo fino a quando non avremo la certezza di non correre il rischio di essere contagiati»: è quanto dice a «L’Osservatore Romano», suor Aurora Valerio, direttrice della casa di riposo Villa Santa Maria di Montenero di Bisaccia, in Molise. Una delle poche strutture in Italia che ha deciso il totale isolamento volontario evitando così il contagio agli operatori che, dopo il turno di lavoro, dovrebbero far ritorno a casa, e agli anziani ospiti ai quali non è consentito il contatto fisico con i familiari. «Con l’aiuto di Dio e con il sacrificio di tutti i dipendenti della casa di riposo e del nostro infermiere coordinatore, Giovanni Cutolo — aggiunge la religiosa — speriamo di poter vincere questa battaglia. La preghiera accompagna e scandisce le nostre giornate e la fede ci sostiene in questa difficile prova».

E si tratta proprio di una dura prova per chi ha scelto di combattere e, speriamo, vincere questa sfida rinunciando alla propria casa, alla famiglia, ai figli o ai genitori, ai parenti. A Villa Santa Maria, al momento, oltre al coordinatore ci sono dodici suore missionarie della Dottrina cristiana, dieci tra infermieri e operatori sociosanitari, 95 anziani. «La decisione di isolarci è stata presa quasi all’unanimità — spiega al nostro giornale Cutolo — abbiamo subito capito la gravità della situazione e il rischio che potevano correre sia gli anziani di Villa Santa Maria, sia noi operatori e le suore. Chi non ha potuto condividere l’esperienza dell’isolamento è perché ha problemi gravi a casa o bimbi piccoli, ma ci stanno vicini. Ad oggi, i nostri sacrifici sono stati premiati. Nessun anziano ospite ha contratto il virus e anche noi stiamo bene e andiamo avanti più convinti che mai».

A Villa Santa Maria è stato attuato un protocollo severo ed oculato e lo dimostra il modo di operare delle suore e dei dipendenti della casa. La struttura, infatti, consente ai dipendenti di lavorare e di gestire il proprio tempo libero, a dire il vero poco, in totale sicurezza all’interno dei locali e negli spazi adiacenti. «Ho cercato di far capire agli anziani e agli operatori — aggiunge suor Aurora — che questo tempo va vissuto come una provvidenza. Dio ci vuole migliorare interiormente. Durante la giornata recitiamo tutti insieme il Rosario, preghiamo, parliamo e trascorriamo dei momenti di riflessione. Trasmettiamo serenità agli ospiti, la religiosità sta nel cuore di tutti noi».

In questa casa di riposo i nonni sono davvero protetti giorno e notte. Qui non è consentito al virus di insinuarsi nelle loro fragili vite come è successo purtroppo a migliaia di anziani in Italia e in molti altri Paesi nel mondo. Gli accorgimenti presi dalla struttura sono molto scrupolosi ma i risultati certo non lasciano spazio a critiche. «Ci siamo organizzati — prosegue il coordinatore — destinando alcune stanze all’isolamento di eventuali ospiti contagiati. Ci avvaliamo della consulenza di medici specialisti esterni. La telemedicina è efficace e ci aiuta a monitorare costantemente i nostri ospiti. I controlli e i monitoraggi avvengono utilizzando la tecnologia». Da Villa Santa Maria — ricorda Cutolo — «possono entrare e uscire solo gli operatori che si occupano della cucina e delle pulizie, ma non hanno alcun contatto né con gli anziani né tanto meno con noi. Prima di rendere operativo l’isolamento abbiamo pianificato tutto per evitare rischi e possibili contagi». E i risultati, fino ad oggi, hanno dato ragione. «Il vitto — prosegue il coordinatore — viene preparato nella cucina interna. I cuochi non hanno nessun contatto con il resto del personale. Per le pulizie, lo staff adeguatamente protetto con guanti, camici e mascherine iniziano a pulire le stanze dopo che tutti gli anziani hanno abbandonato i locali. Liberiamo un piano alla volta, così evitiamo contatti tra gli addetti alle pulizie e gli ospiti».

Non poteva mancare la solidarietà in una comunità piccola dove tutti si conoscono e si aiutano a vicenda. «Le mascherine — sottolinea Giovanni Cutolo — ce le ha donate un commerciante di Montenero di Bisaccia, mentre altri dispositivi sanitari sono arrivati dall’amministrazione comunale e dalla protezione civile». In questi giorni, una cinquantina di ospiti della struttura sono stati sottoposti al tampone e tutti sono risultati negativi. «Sono perfettamente consapevole — prosegue il coordinatore di Villa Santa Maria — che nell’elenco delle priorità ci sono prima i sintomatici, ma il nostro obiettivo è di sottoporre i tamponi a tutti gli anziani e agli operatori. Ciò per stare tranquilli e per permettere una sorta di cambio o “turnover”. I nostri colleghi che non hanno potuto aderire all’isolamento potrebbero dare il cambio a chi sta lavorando senza sosta da tanti giorni, naturalmente garantendo la massima sicurezza». La salute e il benessere degli ospiti sono una priorità indiscutibile. «C’è un bellissimo rapporto — sottolinea suor Aurora — trascorro con loro tante ore a parlare, a giocare a carte e a pregare. La nostra attenzione è concentrata sui 95 ospiti, li aiutiamo a superare i momenti di nostalgia, la tecnologia ci sta dando una mano: una videochiamata con i familiari riesce a colmare il senso di vuoto. Ma un pensiero particolare — conclude la direttrice della casa di riposo — lo rivolgo agli operatori e ai loro familiari che con grandi sforzi stanno portando avanti con noi questa sfida. A tutti loro dico grazie, il vostro sacrificio non sarà vano. State sereni perché Dio ci aiuterà a superare questo difficile momento».

di Francesco Ricupero