· Città del Vaticano ·

La vita non serve se non si serve

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Nella messa della Domenica delle Palme il Pontefice ricorda i «veri eroi» che danno se stessi per gli altri

06 aprile 2020

E a Santa Marta prega per i carcerati e per i nuovi poveri “nascosti”


Papa Francesco ha celebrato la messa della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, la mattina del 5 aprile, all’altare della Cattedra della basilica Vaticana. Al rito non erano presenti fedeli, secondo le misure adotatte per contenere la diffusione del coronavirus.

Il Pontefice si è unito spiritualmente alle persone malate e a quanti le assistono, e in particolare ai giovani per un’inedita Giornata mondiale della gioventù: il simbolico passaggio della Croce delle Gmg tra i giovani di Panamá e quelli di Lisbona — ha ricordato il Papa all’Angelus, a conclusione della messa — avverrà il 22 novembre.

«Il dramma che stiamo attraversando in questo tempo ci spinge a prendere sul serio quel che è serio, a non perderci in cose di poco conto; a riscoprire che la vita non serve se non si serve» ha detto il vescovo di Roma nell’omelia. E invitando a guardare il Crocifisso, ha chiesto «di contattare chi soffre, chi è solo e bisognoso. Non pensiamo solo a quello che ci manca, pensiamo al bene che possiamo fare».

Francesco ha ricordato, inoltre, che i «veri eroi che in questi giorni vengono alla luce: non sono quelli che hanno fama, soldi e successo, ma quelli che danno sé stessi per servire gli altri».

La mattina del lunedì successivo, celebrando la messa a Santa Marta, ha pregato per i carcerati, costretti in celle sovraffollate, e per i tanti nuovi poveri «nascosti», vittime di politiche economiche ingiuste, chiedendo di non dimenticarli, soprattutto in questo tempo di pandemia. E con la certezza che è proprio «su questo che noi saremo giudicati».

L'omelia della Domenica delle Palme

L'Angelus