· Città del Vaticano ·

La vicinanza del Papa a infermieri medici e migranti

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg

11 aprile 2020

«Oggi, in questo momento, penso al Signore crocifisso e alle tante storie dei crocifissi della storia, a quelli di oggi, di questa pandemia: medici, infermieri, infermiere, suore, sacerdoti... morti al fronte, come soldati, che hanno dato la vita per amore, resistenti come Maria sotto le croci loro, delle loro comunità, negli ospedali, curando gli ammalati». Lo ha confidato Papa Francesco intervenendo telefonicamente nel pomeriggio del 10 aprile, Venerdì santo, alla trasmissione in diretta di Rai1 “A sua immagine”. Rispondendo alla conduttrice Lorena Bianchetti, che gli ha domandato come stesse vivendo questi giorni di emergenza sanitaria a causa del coronavirus, il Pontefice ha ribadito: «Anche oggi ci sono crocifissi e crocifisse che muoiono per amore e questo pensiero mi viene, in questo momento». Dicendosi poi «vicino al popolo di Dio, al più sofferente, soprattutto alle vittime di questa pandemia, al dolore del mondo», Francesco ha esortato a guardare “su”, verso il cielo, con speranza, «perché la speranza non delude. Non toglie i dolori, ma non delude», ha affermato. Ed ecco allora che anche in questo tempo di pandemia per il cristiano «sempre la Pasqua finisce nella risurrezione e nella pace». Certo, ha avvertito il Papa, «non è un happy end», ma «è proprio il compromesso, l’impegno dell’amore, che ti fa attraversare questa strada dura», perché Gesù «l’ha fatta prima, e questo ci conforta e ci dà forza».

E un’ulteriore attestazione di stima per il lavoro di medici e infermieri da parte del Pontefice — che si concretizza anche con il dono di apparecchiature e materiale a vari ospedali — è giunta attraverso un breve biglietto augurale scritto di proprio pugno e recapitato a un’operatrice del settore che dalla Lombardia gli aveva inviato una lettera in cui descriveva la drammatica situazione vissuta dagli ospedali della regione. «Auguro una buona Pasqua e impartisco la mia benedizione alla città di Milano e all’Azienda socio sanitaria territoriale di Melegnano e della Martesana» ha assicurato il Papa ringraziando la donna. Infine un altro bigliettino augurale manoscritto, con la data del Venerdì santo, è stato fatto pervenire da Francesco al capomissione di Mediterranea Saving Humans, la piattaforma per il salvataggio di migranti nel Mare nostrum. Anche in questo caso si tratta della risposta a una missiva in cui veniva denunciato l’aggravarsi delle condizioni di migliaia di persone nei campi di prigionia in Libia e negli accampamenti in Grecia, dove incombe anche la minaccia del coronavirus. Incoraggiando il lavoro dei volontari, il Papa li ha ringraziati «per la pietà umana» dimostrata «davanti a tanti dolori», elogiando quella che ha definito una «testimonianza, che a me fa tanto bene. Grazie per tutto quello che fate. Vorrei dirVi che sono a disposizione per dare una mano sempre. Contate su di me», ha concluso augurando «una santa Pasqua».