· Città del Vaticano ·

Un abbraccio ecumenico

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Al vescovo di Pinerolo malato di coronavirus

31 marzo 2020

È un abbraccio ecumenico quello che sta avvolgendo il vescovo di Pinerolo, Derio Olivero.

Lo scorso giovedì 19 marzo era stato ricoverato nell’Ospedale Agnelli. Positivo al tampone del coronavirus, le sue condizioni inizialmente stabili sono progressivamente peggiorate fino a che, la scorsa settimana, i medici hanno deciso di intubarlo.

La diocesi di Pinerolo e quella di Fossano, dove monsignor Olivero è stato parroco, vicario generale e docente presso lo Studio teologico interdiocesano, si sono incontrate in due veglie di preghiera trasmesse sul web. Centinaia i messaggi di vicinanza e solidarietà giunti in Curia e postati sui social. E non solo da parte cattolica. Primi tra tutti i fratelli valdesi storicamente presenti nel pinerolese e protagonisti, con la chiesa cattolica, di un fruttuoso cammino di ecumenismo e di amicizia.

Il pastore di Pinerolo Gianni Genre ha ricordato il vescovo in uno dei videomessaggi che invia alla sua comunità in questo tempo di chiese ma anche di templi chiusi. «Sono stato in contatto con il vescovo di Pinerolo — ha detto prima che monsignor Olivero fosse trasferito in terapia intensiva —. Ho scambiato alcuni messaggi con questo mio fratello nella fede che mi ha detto: “ogni respiro è una fatica ma piano piano andiamo avanti”». Da parte sue Genre ha risposto: «Tutti mi chiedono tue notizie. Sappi che tutti gli “eretici” di questa regione pregano per te. E ti vogliono bene!».

«In questo momento difficile — è il pensiero di Debora Michelin Salomon, portavoce delle Chiese Valdesi del i Circuito — la pensiamo nelle nostre preghiere: che il Signore la sostenga nel momento della difficoltà e nella tribolazione. Preghiamo per una pronta guarigione, confidando che le difficoltà saranno superate e che potremo presto riprendere insieme il nostro comune cammino al servizio della Parola».

Valeria Tron, un’artista valdese con la quale monsignor Derio collabora spesso per progetti pastorali, ha scritto al vescovo: «“Solo la tua mano ci coltiva”. Parto da questa frase scelta per creare insieme il simbolo della Quaresima, per augurarti pronta guarigione. Dopo mesi di cammino condiviso, caro Derio, oggi so che quella mano tiene in palmo un uomo prezioso per queste Valli, per chi ti incontra, per chi ha fiducia nella bellezza condivisa. Un contadino di relazioni e fede. Un seminatore della Parola. Quella mano saprà coltivare il tuo spirito e darti la forza necessaria per tornare presto, con la spinta di un germoglio, che, attraversato il deserto, troverà acqua per rifiorire e occhi di gratitudine verso il giardino che condivideremo camminando: senza dubitare, come dici sempre tu».

«Spero che tutto questo passi in fretta e che riesca presto a tornare a casa — è infine l’augurio di Cyprian Ghizila, pope della parrocchia rumena ortodossa di Pinerolo —. Un forte abbraccio e una preghiera. Il Signore protegga Lei e il suo gregge. Il nostro vescovo e i nostri sacerdoti pregano per lei».

E ora tutti — cattolici, valdesi e ortodossi — attendono buone notizie dai medici.

di Patrizio Righero