· Città del Vaticano ·

La campagna #iononhocasa a favore dei poveri di Roma

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A colloquio con il presidente del Circolo San Pietro

31 marzo 2020

Il covid-19 non ferma la minestra del Papa. A Roma le Cucine economiche del Circolo San Pietro proseguono senza sosta, e in piena sicurezza, la distribuzione di pasti completi al di fuori delle mense di via della Lungaretta e di via Adige. Soci e volontari non si tirano indietro e tra le iniziative promosse in questo periodo di pandemia hanno lanciato la campagna #Iononhocasa, attraverso la quale è possibile aiutare gli assistiti del sodalizio romano. Ne abbiamo parlato con il presidente Niccolò Sacchetti.

Com’è la situazione in questi giorni così difficili?

È certamente complessa, quasi surreale, ma è in momenti come questi che si fa più evidente il grande “cuore” di questa meravigliosa città e, direi, di tutta l’Italia. Istituzioni, associazioni, volontari e cittadini si sono subito resi disponibili per aiutare in ogni modo possibile e sotto qualsiasi forma, con spirito di grande collaborazione e generosità scevra da personalismi o secondi fini. Mi piace ripetere che il “bene” è meravigliosamente contagioso, mai come ora credo che questa frase sia calzante.

In che modo prosegue il lavoro del Circolo San Pietro al servizio dei più poveri?

Siamo nati 150 anni fa proprio per dare da mangiare ai romani nel momento del bisogno e in un contesto come questo davvero non potevamo tirarci indietro. “La Minestra del Papa”, così hanno chiamato per anni il nostro servizio, non si è fermata malgrado le oggettive difficoltà che si erano create. Purtroppo abbiamo dovuto sospendere alcune attività, principalmente su richiesta degli ospedali di riferimento, ma è ancora attivo un gruppo ristretto di volontari per le emergenze presso il nosocomio pediatrico Bambino Gesù. E rimane aperta, con tutta una serie di precauzioni, la Casa famiglia San Giovanni Paolo II”, dove ospitiamo proprio le famiglie dei bambini ricoverati al Bambino Gesù; così come è in funzione l’Asilo notturno per i senza fissa dimora finché non riusciremo a trasferirli in una casa più adatta ad una permanenza ventiquattr’ore su ventiquattro.

Come vi state organizzando viste le limitazioni del decreto del Governo?

Le due storiche mense di via della Lungaretta e via Adige possono continuare ad offrire il loro servizio grazie all’impegno dell’assessore alle Politiche sociali del comune di Roma, Veronica Mammì, e soprattutto grazie agli amici del Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta (Cisom) che, svolgendo funzioni di Protezione civile presso le nostre strutture, garantiscono il rispetto delle regole vigenti. A ciò si è poi aggiunta anche la delegazione di Roma dell’Ordine melitense che ha messo a disposizione alcuni volontari e ben mille pasti. La collaborazione spontanea e naturale tra storiche realtà caritative della nostra città, come la Comunità di Sant’Egidio, è davvero una grande gioia in un momento di bisogno com’è quello attuale. Venerdì scorso, il Santo Padre ci ha ricordato che «siamo tutti nella stessa barca» e non possiamo e non dobbiamo pensare che sia possibile fare da soli! Anche queste collaborazioni danno il senso di una realtà ecclesiale e cittadina coesa e tesa soltanto al bene comune.

È possibile fare qualcosa in più per aiutare i bisognosi di Roma?

È possibile contribuire all’azione di carità del Circolo San Pietro, aderendo alla nostra nuova campagna a sostegno dei senza fissa dimora, #Iononhocasa, e diffondendola il più possibile. Essa ci permette infatti di continuare a distribuire pasti a quanti non hanno la possibilità di proteggersi, rimanendo a casa, e hanno più difficoltà di prima a trovare un pasto caldo.

Cosa si augura come presidente del Circolo San Pietro?

Naturalmente che questa emergenza finisca presto e che in quanto soci e volontari del sodalizio, ispirati dal nostro motto «preghiera, azione e sacrificio», possiamo tornare quanto prima a misurarci con l’«azione», perché non c’è dubbio che il «sacrificio» ora sia accettare docilmente di rinunciare a quel servizio che continuiamo a sostenere, con ancora maggiore forza, attraverso la «preghiera». Ci tengo a ringraziare di cuore tutti quelli che direttamente o indirettamente partecipano al nostro impegno e ci sostengono oltre a chi vorrà aderire all’iniziativa #Iononhocasa.

di Marco Chiani