· Città del Vaticano ·

Madre dei giovani

cq5dam.thumbnail.cropped.500.281.jpeg

25 marzo 2019

Maria madre dei giovani. Non c’è questa espressione tra le tante devozionali dedicate alla figura della madre di Cristo. Il Papa implicitamente la introduce oggi consegnando a Maria, nel suo santuario di Loreto, nel giorno dell’Annunciazione, l’esortazione post-sinodale del Sinodo sui giovani. Un gesto, come tanti di questo Papa, in perfetta adesione al testo del Vangelo: questa maternità verso i giovani è esplicitamente delineata nella scena raccontata da Giovanni, tradizionalmente l’apostolo più giovane, in cui lo stesso evangelista si trova ai piedi della croce e viene affidato da Gesù a Maria («ecco tuo figlio»).

C’è un legame stretto tra i giovani e la figura di Maria, questa ragazza di Nazareth che vive l’avventura più straordinaria mai raccontata, un legame che si manifesta attraverso diversi aspetti. Ad esempio la fretta. Maria ha appena ascoltato le parole dell’angelo che le hanno stravolto la vita ma non non rimane ripiegata su se stessa, prende e parte per andare in aiuto alla cugina Elisabetta. L’angelo Gabriele aveva citato la maternità dell’anziana parente solo per dimostrare l’onnipotenza di Dio, però Maria non solo ha ascoltato quelle parole ma le anche interpretate nell’orizzonte dell’amore e si è mossa, senza indugio. «Affrettiamoci ad amare» come canta il poeta polacco Jan Twardowski e potrebbe essere il sottotitolo della vita di Maria. La stessa fretta solerte di madre amorosa che si prende cura la ritroviamo nell’episodio delle nozze di Cana. È lei che quasi “forza” Gesù a manifestare il primo segno della sua gloria. «Maria è colei che affretta “l’ora fissata”...» ha scritto Jean Guitton, di cui in questi giorni abbiamo ricordato il ventesimo anniversario della morte, nel suo saggio La vergine Maria, considerato da Paolo vi il più bello tra i saggi dedicati a Maria.

Un altro aspetto che lega Maria ai giovani è quello della decisione. La giovinezza è l’età decisiva e Maria ha vissuto in pieno questa dimensione, assumendo su di lei la decisione più grande nella storia dell’umanità nel giorno che oggi la chiesa cattolica celebra. Uno scrittore acuto come l’anglicano Lewis ha colto da par suo questo aspetto. Nel saggio La mano nuda di Dio, sottolinea il fatto che nel cristianesimo «non si parla affatto di una umana ricerca di Dio, ma di qualche cosa fatta da Dio per l’uomo, sull’uomo e riguardo all’uomo. E il modo in cui è stato fatto è selettivo al più alto grado» e dopo aver percorso la storia del popolo eletto osserva come «All’interno di questa nazione vi sono altre selezioni — alcuni muoiono nel deserto, alcuni rimangono in Babilonia — e poi altre selezioni ancora. Il processo va avanti restringendo sempre più il suo campo, alla fine si concentra su un piccolo punto luminoso simile alla punta di una spada. È una ragazza ebrea assorta in preghiera. Tutta l’umanità (per quel che concerne la sua redenzione) si è ristretta a tanto». Nella ferialità di un giorno come tanti nella nascosta periferia di Nazareth la storia dell’umanità si è trovata nel suo varco decisivo e tutto il peso di quella storia è stato messo nelle mani di una giovane donna. Decidere, decidersi: questo vuol dire essere giovani, questo ci ricorda Papa Francesco oggi a Loreto andando a omaggiare Maria, piccolo punto luminoso nella grande storia dell’umanità.

Andrea Monda