· Città del Vaticano ·

Lettere dal direttore

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05 febbraio 2019

È bastata qualche parola del Santo Padre a smontare l’enfasi che i mass-media (compreso questo quotidiano) hanno attribuito all’evento “storico” di ieri 4 febbraio 2019. Ogni giorno è “storico” ha ricordato il Papa prima ancora di cominciare a rispondere alle domande dei giornalisti nella tradizionale conferenza stampa sul volo di ritorno. Ogni giorno, ogni momento è storico, ogni uomo vivendo la sua quotidianità scrive la storia, la sua e la grande storia. Non esistono storie piccole, nemmeno quelle brutte, anche quelle rivelano una dignità nel fondo che va scoperta e che emergerà. Scrive Borges, che il Papa ha conosciuto bene, che non c’è giornata umana, anche di ospedale o di carcere, che non contenga una rete infinitesimale di sorprese.

Le storie, la dimensione narrativa, è questa una chiave interpretativa di questo pontificato che si nutre di forti letture, come Dostoevskij citato esplicitamente nel discorso di ieri, o come Manzoni che implicitamente è sotteso a queste brevi parole del Papa che ci ricordano il rischio da evitare di vivere secondo la logica dell’evento che in quanto tale fagocita se stesso.

A.M.