Venerdì 8 dicembre durante la visita alla basilica di Santa Maria Maggiore

Il Papa donerà la Rosa d’oro
all'icona Salus Populi Romani

 Il Papa donerà la Rosa d’oro  QUO-279
05 dicembre 2023

Venerdì 8 dicembre alle 15.30 — in occasione della tradizionale visita alla basilica papale di Santa Maria Maggiore per la solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria — Papa Francesco omaggerà la venerata icona della Salus Populi Romani con la Rosa d’oro.

Successivamente il Pontefice si recherà in Piazza di Spagna per la preghiera davanti alla statua dell’Immacolata.

Con il dono della Rosa alla Salus Populi Romani, Papa Francesco intende rimarcare l’importanza spirituale e il significato profondo che l’icona mariana custodita nella basilica — il santuario d’Occidente più antico dedicato alla Madre di Dio — ha nella vita della Chiesa cattolica.

In realtà, quella che venerdì donerà il Papa non è l’unica Rosa attribuita alla Salus Populi Romani. La prima fu donata nel 1551 da Papa Giulio iii , profondamente devoto all’icona mariana custodita nella basilica liberiana: proprio sull’altare del Presepe aveva celebrato la sua prima messa. Inoltre nel 1613 Papa Paolo v donò la Rosa d’oro in occasione della traslazione dell’icona nella nuova cappella appositamente eretta.

La basilica non ha più alcuna traccia di queste due Rose d’oro donate dai due Pontefici, probabilmente perse con l’invasione napoleonica dello Stato pontificio (Trattato di Tolentino, 1797). Dopo circa 400 anni Papa Francesco ha scelto di offrire un segno tangibile della sua devozione verso l’icona, rafforzando il legame millenario tra la Chiesa cattolica e la città di Roma.

«Il dono della Rosa d’oro è un gesto storico che esprime visibilmente il profondo legame di Papa Francesco con la Madre di Dio, che in questo santuario è venerata con il titolo di Salus Populi Romani» ha affermato l’arcivescovo Rolandas Makrickas, commissario straordinario per la basilica. «Il popolo di Dio — ha aggiunto — potrà essere rafforzato ancora di più nel suo legame spirituale e devozionale alla Beata Vergine Maria. Alla Salus chiediamo il dono della pace per il mondo intero».

Le più antiche attestazioni documentarie sulla Rosa d’oro risalgono al principio del pontificato di Leone ix (1049-1054), quando la badessa benedettina di Sainte-Croix-en-Plaine, a Woffenheim in Alsazia, sotto la giurisdizione petrina, inviava a Roma, ogni anno, otto giorni prima della Domenica Laetare, una Rosa doro del peso di due once.

Dal xii secolo, nella quarta domenica di Quaresima il Papa benediva e portava la Rosa d’oro in processione equestre dalla basilica di Santa Croce in Gerusalemme — immagine della Gerusalemme celeste — fino al Palazzo del Laterano, dove la offriva al prefetto di Roma (praefectus Urbis) come riconoscimento del prestigio della città.

La Rosa d’oro era arricchita di sostanze profumate. Per Papa Innocenzo iii (1198-1216) la Rosa rappresentava la triplice substantia di Cristo — deitas, corpus et anima — per cui l’oro corrispondeva alla sua divinità; il muschio alla sua umanità; il balsamo al suo spirito razionale. Papa Onorio iii (1216-1227), in due celebri sermoni significativamente intitolati De Laetare, dichiarò che la Rosa rappresentava la Santissima Trinità perché l’oro è simbolo della potenza del Padre; il muschio della sapienza del Figlio; il balsamo dell’amore dello Spirito Santo che congiunge le due persone.

Dal xii secolo la Rosa d’oro è stata donata per gratitudine, accoglienza, ospitalità dai Pontefici, come nel caso di Innocenzo iv (1243-1254) al capitolo dei canonici di San Giusto a Lione per la sua permanenza dal 1245 al 1251.

Come forma di riconoscenza la Rosa d’0ro è stata donata dai Papi, per tutti i secoli successivi, a importanti sovrani o regine — in particolare nel 1493 a Isabella di Castiglia per volontà di Papa Innocenzo viii e nel 1555 a Maria Stuart di Scozia per volontà di Pio iv — che si erano impegnati nella difesa e nei valori della Chiesa cattolica. Ma anche ad alcune città che si erano spese per difendere il credo cattolico: Alessandro vi nel 1658 alla cattedrale di Siena e Benedetto xiv alla sede metropolitana di Bologna.

Dal xvii secolo l’omaggio dei Papi è stato sostanzialmente rivolto a figure femminili oppure a chiese e basiliche: ad esempio, la basilica di San Pietro ha ricevuto, nel corso dei secoli, cinque Rose d’oro.

Dal concilio Vaticano ii e per volontà di san Paolo vi — che anzitutto la donò nel 1964 alla basilica della Natività a Betlemme — la Rosa d’oro è stata esclusivamente offerta a santuari mariani.


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