Messa del cardinale Parolin nella memoria liturgica di santa Monica

«Protettrice delle spose
delle madri
e delle donne maltrattate»

Il Segretario di Stato della Santa Sede, Pietro Parolin, celebra la santa messa della solennita di ...
28 agosto 2025

Il segretario di Stato affiliato all’Ordine di Sant’Agostino 


di Tiziana Campisi

«Mi piacerebbe che santa Monica fosse dichiarata la “Protettrice di tutte le donne spose e madri” perché la sua vita è stata un trattato vivente di pedagogia»: questo il desiderio espresso dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, durante la messa presieduta nel pomeriggio di ieri, mercoledì 27 agosto, nella basilica romana di Sant’Agostino in Campo Marzio, per la memoria liturgica della mamma del vescovo di Ippona. Con il cardinale hanno concelebrato il priore generale dell’ordine di Sant’Agostino, padre Alejandro Moral, il vicario generale, padre Joseph Farrell, il priore della provincia agostiniana d’Italia, padre Gabriele Pedicino, e numerosi religiosi dell’Ordine.

Gremita la basilica nel cuore dell’Urbe durante la liturgia eucaristica e la preghiera dei Vespri che l’ha preceduta. Alle centinaia di fedeli presenti, il porporato ha indicato Monica come esempio di «sposa e mamma» e ha poi rivolto il pensiero «alle mamme che hanno perso un figlio», a quelle trascurate dai figli e ancora a quelle i cui figli «sono smarriti nell’abisso della droga» o sono «senza lavoro», in carcere, in guerra, malati», e anche alle «mamme che hanno qualcosa da chiedere a Dio per i propri figli», affidandole alla santa. «Ma vorrei affidare a santa Monica anche tutte le donne maltrattate dagli uomini» ha inoltre detto il segretario di Stato, che ha poi esortato i figli del nostro tempo a rendersi conto del «dono inestimabile» della propria madre.

Nell’omelia Parolin ha ricordato i meriti di Monica, che «ha convertito il marito e il figlio», insegnando così che «quando non si può parlare di Dio al marito e ai figli, bisogna parlare di loro a Dio». Questo vale anche nei giorni nostri, ha evidenziato il cardinale, riferendosi ai tanti giovani lontani dalla fede. Quando non si può parlare loro di Dio, bisogna parlare di loro a Dio, ha ripetuto, indicando ancora Monica come esempio da imitare: «Il segreto della sua pedagogia sta tutto nell’aver creduto nell’efficacia della preghiera».

«Sento una particolare devozione verso questa santa», ha confidato, inoltre, il porporato, osservando che tale devozione è condivisa da tanti fedeli, perché «viene spontaneo» associare Monica «alle nostre mamme, che non solo ci hanno dato la vita fisica, ma hanno trepidato per noi, ci hanno educato cristianamente e ci hanno accompagnato passo passo nella nostra vita con il loro affetto e la loro preghiera».

Al termine della celebrazione, il cardinale Parolin è stato affiliato all’Ordine di Sant’Agostino per la «sollecitudine manifestata» e le «segnalate benemerenze acquisite verso l’Ordine». Con l’affiliazione il porporato è entrato «a far parte della Famiglia Agostiniana con uno speciale vincolo di comunione di fede», divenendo «partecipe, tanto in vita come dopo la morte, dei benefici spirituali derivanti dalle Sante messe, preghiere, sacrifici e opere buone compiute dai fratelli e dalle sorelle dell’Ordine, in qualunque parte del mondo». L’atto è una «riconoscenza a coloro che si sono resi particolarmente benemeriti dell’Ordine di Sant’Agostino e che sono ad esso legati con speciale amicizia».

«Profondamente toccato» e «commosso», Parolin ha ringraziato l’Ordine agostiniano e si è impegnato a pregare per la famiglia religiosa, per il Papa e per tutti i religiosi perché continuino «a vivere quella disponibilità alla Chiesa che sempre vi ha caratterizzato». Dal porporato anche l’invito a mettersi a servizio della Chiesa e di tutti i battezzati.

«Formiamo una sola Famiglia che ha per padre sant’Agostino — ha affermato il vicario generale Moral che ha firmato il decreto di affiliazione del cardinale Parolin, letto dal segretario generale dell’Ordine, padre Pasquale Di Lernia —. L’unione di questa Famiglia deve essere favorita dalla collaborazione di tutti i membri, affinché venga fedelmente conservata e accresciuta tra i figli quella unità di anima e di cuore verso Dio prescritta da Agostino nella Regola».

Il religioso ha specificato che «l’Ordine di Sant’Agostino, fondato da 781 anni per speciale iniziativa della Sede Apostolica, ha mantenuto sempre come obiettivo, mèta, aspetto fondamentale, la disponibilità alle necessità della Chiesa e la fedeltà ai Sommi Pontefici»; un aspetto che si aggiunge agli altri tre elementi che costituiscono la spiritualità dell’ordine — interiorità, vita comune, coinvolgimento sociale — e che ha sempre sostenuto e indirizzato i religiosi «in un apostolato diversificato e molto fecondo nei cinque continenti, in prima linea e sempre al servizio della Chiesa universale».