Il racconto

Nel solco della pace

 Nel solco della pace  QUO-196
27 agosto 2025

di Rosario Capomasi

Lorenzo, sotto lo sguardo compiaciuto dei numerosi fedeli presenti nell’Aula Paolo VI per l’udienza generale del mercoledì, osserva Leone XIV facendo fatica a nascondere quell’emozione pura e spontanea che si legge sul suo sorriso di dodicenne. È a lui infatti che la comunità pastorale di Casatenovo, in provincia di Lecco, ha affidato il compito di porgere a Papa Prevost, per la benedizione, la fiaccola che contrassegna la tradizionale manifestazione di fine estate del comune lombardo. Essa sarà riportata lì da tedofori speciali, parrocchiani giovani e meno giovani, seguendo un percorso di circa 600 chilometri. «Naturalmente ci siamo organizzati con turni giornalieri e notturni che prevedono staffette», spiega Lorenzo. «Siamo oltre cento persone, aiutati da volontari in bicicletta, moto e auto pronti a intervenire in caso di bisogno». Accanto a lui annuisce don Lorenzo Motta, responsabile della pastorale giovanile di Casatenovo, il quale sottolinea come la fiaccolata non sia «solo un pellegrinaggio, ma anche un’esperienza di vita comunitaria, un’opportunità di crescita culturale ed educativa dove vengono apprezzate anche le piccole cose, assumendo atteggiamenti di responsabilità e mettendosi in gioco. Tramite questo evento — continua — esprimiamo una sorta di voto a Dio, in una dimensione singola e collettiva e in un contesto di divertimento e preghiera». L’obiettivo, conclude don Lorenzo, «è portare la luce della fede lungo il percorso».

Quella stessa luce che irradia la speranza di fra Luis Quintana, direttore del Centro di Terra Santa a Madrid, presente oggi all’udienza insieme con 50 pellegrini provenienti da varie diocesi spagnole. «Gli eventi sempre più drammatici che stanno accadendo nella Striscia di Gaza non ci devono far pensare che tutto sia perduto», rimarca il religioso. «La pace, per quanto sembri lontana, è sempre possibile e non dobbiamo mai smettere di pregare per il suo raggiungimento. Ringrazio ancora una volta di cuore Leone XIV che anche oggi, come ieri i Patriarchi greco-ortodosso e latino di Gerusalemme, ha invocato a gran voce la cessazione del conflitto e la liberazione degli ostaggi».

Nel solco della pace si sono incamminati per prendere parte all’udienza di stamani anche gli oltre 160 membri, tra sacerdoti e laici, appartenenti alla comunità cattolica vietnamita di San Jose, in California, per un pellegrinaggio giubilare nel cinquantesimo dello sbarco in America. «Cinquant’anni fa — spiega Justin Le, vicario del Vietnamese Ministry della diocesi californiana — terminata la guerra del Vietnam, una grande ondata di immigrati provenienti dal Paese asiatico raggiunse gli Stati Uniti, in particolare California e Texas, in cerca di una nuova vita». «Siamo oltre 14.000 vietnamiti in questa comunità che rappresenta il 14 per cento del totale della popolazione della città — aggiunge —. Il nostro pellegrinaggio a Roma vuole essere un profondo atto di ringraziamento a Dio per aver protetto e assistito la nostra gente in fuga dai disastri della guerra e averle concesso la grazia di rinascere dalle proprie ceneri». «Oggi — conclude — abbiamo portato in dono al Papa una copia della statua di Nostra Signora di La Vang, patrona del Vietnam».

Ricordati da Leone XIV nei saluti, erano presenti stamani anche i 23 sacerdoti dell’arcidiocesi di Milano che festeggiano in questi giorni il quinto anniversario di ordinazione, accompagnati dal vescovo ausiliare della diocesi di Roma, Michele Di Tolve, rettore del Pontificio Seminario Romano Maggiore.