Allibiti per quanto

Napoli, 26. «Restiamo allibiti di fronte a quello che sta succedendo a Gaza, e nonostante la condanna del mondo intero», perché «c’è una coralità da parte di tutti nel condannare quello che sta succedendo». Lo ha detto il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, ieri a Napoli per la 75ª Settimana liturgica nazionale, rispondendo, a margine della cerimonia di inaugurazione, alle domande dei giornalisti a proposito del bombardamento israeliano, nella Striscia, sull’ospedale Nasser di Khan Younis che ha provocato 20 morti, di cui 5 giornalisti.
«È un non senso», ha aggiunto il porporato osservando che sembra «non ci siano spiragli di soluzione» e «che la situazione diventi sempre più complicata e da un punto di vista umanitario sempre più precaria, con tutte le conseguenze che vediamo continuamente».
A proposito dell’Ucraina, poi, per il cardinale segretario di Stato ci vuole «molta politica, perché di soluzioni a livello teorico ce ne sono tante» e «ci sono tanti percorsi che si possono adire per arrivare alla pace» ma «bisogna volerli mettere in pratica» ed «evidentemente ci vogliono anche delle disposizioni dello spirito».
«C’è bisogno di speranza per tutto il mondo», ha affermato, inoltre, Parolin, sottolineando che il Giubileo indetto da Papa Francesco, dedicato proprio a questo tema, «vorrebbe essere un momento di recupero della speranza». «Una speranza contro ogni speranza», ha evidenziato il porporato, per il fatto che «oggi» non ci sono «molti elementi che ci aiutino a sperare soprattutto a livello internazionale», come si vede «anche in questi giorni» dalla «difficoltà di avviare percorsi di pace nelle situazioni di conflitto», ma «c’è bisogno di non rassegnarsi» e «di continuare a lavorare per la pace e per la riconciliazione».