I «problemi umanitari legati al conflitto in Ucraina» sono stati al centro del colloquio di martedì, 15 ottobre, tra il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana e inviato speciale del Papa in Russia, e il metropolita Antonij di Volokolamsk, presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne (Decr) del patriarcato di Mosca. Al secondo giorno della sua seconda missione in Russia, dove è tornato per «favorire il ricongiungimento familiare dei bambini ucraini e lo scambio di prigionieri, in vista del raggiungimento della tanto sperata pace», il cardinale ha incontrato in mattinata Maria Lvova-Belova, la commissaria della presidenza russa per i diritti dei bambini (si erano già visti nella missione del giugno 2023) e poi Antonij. Nella delegazione del porporato figurava anche il nunzio apostolico in Russia e in Uzbekistan, arcivescovo Giovanni d’Aniello. Lo riferisce il sito ufficiale del patriarcato, Mospat.ru, che ha pubblicato pure alcune foto dell’incontro in cui si vedono Zuppi e Antonij seduti l’uno di fronte all’altro ad un grande tavolo. Accanto al metropolita, “ministro degli esteri” del patriarcato moscovita — venuto per quattro volte a Roma dove ha incontrato Papa Francesco — erano presenti il vicepresidente del Decr, l’archimandrita Filaret (Bulekov) e l’arciprete Igor Yakimchuk.
Antonij di Volokolamsk «ha salutato gli ospiti a nome di Sua Santità il patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Rus’», si legge nella nota del patriarcato, in cui si riferisce che «durante la conversazione le parti hanno discusso dei problemi umanitari legati al conflitto in Ucraina, nonché di altre questioni di reciproco interesse».
Zuppi e Antonij si erano già visti il 29 giugno 2023, nell’ambito della prima missione del cardinale a Mosca (tappa di un tour che l’ha visto anche a Kyiv, Washington e Pechino). Il metropolita era membro della delegazione che accompagnava Kirill nell’incontro con il porporato emissario del Papa. «Apprezziamo che Sua Santità l’abbia inviata a Mosca», aveva detto il patriarca in quell’occasione. E sempre nella prima sua missione in terra russa, il cardinale Zuppi, tra gli appuntamenti istituzionali, aveva visto Maria Lvova-Belova, commissaria del presidente russo Putin per i diritti dei bambini. Anche ieri l’incontro tra i due si è ripetuto ed è stata una conversazione “costruttiva”, ha riferito la stessa commissaria tramite una dichiarazione postata sul suo canale Telegram, sottolineando che «la collaborazione con l’inviato del Papa e la nunziatura apostolica nella Federazione Russa va avanti da più di un anno».
Il focus dei colloqui tra Zuppi e Lvova-Belova è il rimpatrio dei bambini ucraini portati con la forza in Russia. Oltre 19.000 minori, secondo il governo di Kyiv. Un piccolo gruppo si è già ricongiunto alle proprie famiglie, grazie anche al canale di mediazione aperto dalla Santa Sede. Il lavoro prosegue: «Abbiamo discusso i risultati e l’ulteriore interazione nell’interesse delle famiglie e dei bambini, compreso il ricongiungimento delle famiglie provenienti da Russia e Ucraina», ha postato la commissaria riferendo dettagli dell’incontro con il cardinale. «Lo stiamo facendo con la partecipazione del ministero degli Affari Esteri russo. Abbiamo deciso di continuare a lavorare insieme».
Lunedì, al suo arrivo a Mosca, il presidente della Cei aveva avuto un colloquio con il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, sulla «cooperazione nella sfera umanitaria nel contesto del conflitto in Ucraina» e altre questioni sulla scena internazionale. Una nota del ministero sottolineava «lo sviluppo costruttivo» del dialogo Russia-Vaticano.
di Salvatore Cernuzio