Spunti di riflessione

Il tormento dell’infinito

 Il tormento  dell’infinito  QUO-296
28 dicembre 2023

«Come il sale si scioglie nell’oceano, così io fui inghiottito nel mare di Dio; non più fede, non più incredulità; non più dubbi, non più certezze. All’improvviso nel mio cuore una stella brillò, chiara e luminosa. Tutti gli astri del cielo svanirono in quella luce stellare» (Jalal Al-Din Rumi). Sono i versi di un poema spirituale di un mistico persiano.

Parla di luce delle stelle, luce dolce e delicata, nella quale ci si perde. Anche la liturgia della festa dell’Epifania parla di stelle e di luce.

Avete sentito come inizia la prima lettura: «Alzati, rivestiti di luce... Come Dio è luce, così anche i cristiani devono essere “luce del mondo”. Con la nostra vita, con il nostro esempio, dobbiamo essere una luce che guida il cammino verso Dio. Come ha fatto la stella con i Magi.

Da un altro autore orientale prendo un altro testo: «Diventa una lampada per coloro che camminano nell’oscurità, un motivo di gioia per quanti sono addolorati, una distesa d’acqua per gli assetati, un porto sicuro per gli afflitti, una casa per lo straniero, un balsamo per chi soffre» (Baha’ Allah).

Forse è facile mettere mano al portafoglio per aiutare un po— vero. È più difficile consigliare, guidare, aiutare nel cammino della vita una persona che è in ricerca. Ecco l’invito: «Diventa una lampada per coloro che camminano nell’oscurità».

Ogni cristiano, secondo la parola di Gesù, deve essere luce che illumina l’oscurità. Rivestiamoci di luce, per fare luce agli altri. Perché la cosa migliore che possiamo fare nella società è di far nascere il tormento dell’infinito.

6 gennaio
Epifania del Signore
Prima lettura: Is 60, 1-6;
Salmo: 71;
Seconda lettura: Ef 3, 2-3. 5-6;
Vangelo: Mt 2, 1-12.


Gente di poca fede


Nell’ultimo quarto di secolo l’Italia si è allontanata da Dio. Solo 75 cittadini su 100 credono nell’esistenza di un “Essere superiore”. Solo 65 pensano che la religione aiuti a trovare il senso profondo della vita. Solo 22 non mancano mai alla Messa domenicale.

Questo è il ritratto uscito da una indagine: «Gente di poca fede - Il sentimento religioso nell’Italia incerta di Dio». L’autore (Franco Garelli) dichiara che «da noi prevale una religiosità fai-da-te, e si ricorre alla Chiesa nei momenti importanti dell’esistenza. I giovani tra i 18 e i 34 anni si dichiarano senza Dio, senza preghiera, senza culto, senza vita spirituale». E dice ancora: «Si guardi attorno: è una Chiesa stanca, composta più da corpi lenti che da corpi freschi e tatuati, più da teste bianche o calve che da teste folte o rasate... 60 su 100 sentono che Dio li protegge... Durante la passata pandemia il 20% ha dichiarato che pregava di più».

Siamo una Chiesa stanca e invecchiata! Il quadro che appare è desolante e preoccupante! Ma se crediamo alla Parola di Dio, qual è la vittoria che sconfigge il mondo? La seconda lettura risponde: la nostra fede!

Siamo forse arrivati alla fine del cristianesimo? Non credo. Noi stiamo agli inizi e non alla fine del cristianesimo! Oggi i cattolici contano poco, perché manca il coraggio. Il coraggio della fede, della coerenza, dei nostri ideali, dei nostri principi. 

La festa del Battesimo di Gesù torna a ricordarci la bellezza del nostro Battesimo, gli impegni richiesti a chi dice di voler seguire Cristo. In noi la fede deve rinnovarsi ogni giorno.

Nutriamo la nostra fede, riscopriamo la nostra fede, e i nostri dubbi moriranno di fame! «Il cristianesimo non può contentarsi di persone mediocri, non può essere vissuto in maniera qualunque; o lo si vive in pienezza, o lo si tradisce» (Paolo VI).

Domenica 7 gennaio
Battesimo del Signore
Prima lettura: Is 55, 1-11;
Salmo: da Is 12;
Seconda lettura: 1 Gv 5, 1-9; 
Vangelo: Mc 1, 7-11.

di Leonardo Sapienza