La stanza del santo
L’infanzia romana di Gaspare del Bufalo

Quella colazione ai poveretti

 Quella colazione ai poveretti  QUO-295
28 dicembre 2022
«Poveretti! Io ho tutto: affetto, pulizia, cibo. Loro nulla!»: sono le parole del piccolo, appena 7 anni, Gaspare del Bufalo, santo di cui oggi ricorre la memoria liturgica, scorgendo dalle due finestre della casa dove abitava a Roma — nel cortile del Palazzo Altieri, che si affacciavano su via Gatta e sul vicolo Santo Stefano del Cacco — l’andirivieni di accattoni sudici e nauseanti, disoccupati, fannulloni e storpi. Nato a Roma il giorno dell’Epifania del 1786 da Antonio del Bufalo e Annunziata Quartieroni, Gaspare era un bambino «assai gracile, ma bello, che il giorno dopo venne battezzato nella chiesa di San Martino ai Monti, sempre all’Esquilino, con i nomi regali dei santi Magi, Gaspare, Melchiorre e Baldassarre» (Raffaele Bernardo, I fioretti di san Gaspare, Tipografia Petruzzi, Città di Castello ...

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