La storia di suor Alicia Torres in un povero sobborgo di Chicago

L’Eucaristia è la mia forza

 L’Eucaristia  è la mia forza  QUO-123
31 maggio 2022

Tutto ebbe inizio quando Alicia Torres era iscritta ai corsi di laurea della Loyola University. Teologia e Bioetica erano nel suo “menù” accademico. Ma durante questo periodo Alicia cominciò anche a passare un bel po’ del suo tempo a praticare l’adorazione eucaristica. Un tempo rivelatosi poi prezioso che la condusse a creare «una vera relazione con Lui». Non solo l’Eucarestia divenne ai suoi occhi più “vera” ma soprattutto la sua fede, fino ad allora molto intellettuale, si trasformò in «una fede del cuore: questo è Gesù!». Fu solo l’inizio: più la sua vita — e la sua partecipazione alla messa — divenivano “reali”, e più Alicia avvertiva crescere dentro di sé un progressivo ed irrinunciabile «invito ad appartenere totalmente al Signore, divenendo suora».

Si unì così ad una nuova fondazione, le francescane dell’Eucarestia di Chicago. Alicia tutt’oggi s’interroga su come il Signore l’abbia voluta condurre a questa speciale forma di vita religiosa tra Gesù sacramentato e la realtà bruciante della povertà, perché prima di allora non aveva mai avuto alcun contatto con la realtà del servizio ai poveri. Pensò che in fondo questa nuova missione fosse uno sviluppo dell’impegno nei movimenti per la vita, che l’avevano vista impegnata sin dai tempi del liceo. Comunque fosse, oggi guardando indietro ai suoi 13 anni di impegno e vita in questa congregazione religiosa, non può fare a meno di osservare con stupore che «i piani del Signore per la mia vita sono perfetti!».

Suor Alicia, guardando alla sua vocazione, ci spiega quale sia la connessione tra il carisma di san Francesco d’Assisi e l’Eucarestia: «Molti non conoscono la profonda grazia eucaristica che caratterizzava la personalità spirituale di san Francesco. Dopo il concilio Lateranense iv scrisse una lettera ad ogni prete del mondo per enfatizzare la pratica del rispetto e della riverenza all’Eucarestia, che era stata raccomandata dai padri conciliari». Per suor Alicia e le sue consorelle la missione ai poveri attraverso l’insegnamento e l’evangelizzazione si sostiene per il tramite di una speciale «relazione con Gesù Cristo nell’Eucarestia». «C’è un incredibile e potente relazione tra il Signore e la sua presenza nell’Eucarestia, e tra questa e il suo popolo, soprattutto con i piccoli, i poveri e i sofferenti».

Suor Alicia oggi, vive e lavora come insegnante di religione, in un povero sobborgo di Chicago. «L’Eucarestia è nel cuore della mia classe, è il cuore dell’esperienza religiosa dei miei bambini». Un’esperienza che testimonia come invitare dei bambini all’incontro con il Signore li conduca poi necessariamente a credere ed apprezzare la presenza di Gesù nel sacramento. «Ho chiesto ad uno dei miei bambini, che ha qualche difficoltà di espressione, di farmi, due mesi dopo la lezione sull’Eucarestia, un disegno su Gesù. Lui ha disegnato un cerchio con una croce al centro. Gli ho chiesto cosa avesse disegnato e lui mi ha risposto con naturalezza e compiacimento: “Dio!”».

La missione eucaristica di suor Alicia va ora sviluppandosi su scala nazionale attraverso un’iniziativa dei vescovi statunitensi che coinvolge preti predicatori dell’Eucarestia, in vista del National Eucharistic Revival che inizierà il prossimo 19 giugno, festa del Corpus Domini, per concludersi con il congresso eucaristico nazionale l’anno successivo. La religiosa ha iniziato a lavorare nel comitato esecutivo di questo progetto già dalla scorsa estate «insieme a molti altri meravigliosi leader del cattolicesimo laico», venendo assegnata allo specifico ruolo della formazione dei preti chiamati a divenire “predicatori eucaristici nazionali”. «È stato incredibile — continua suor Alicia — vedere come i preti abbiano aderito con entusiasmo a questa nuova missione; e come questa abbia contribuito a rinnovare la loro vocazione presbiterale, che gode dello specifico del portare il popolo all’Eucarestia, e l’Eucarestia al popolo. Ma è stato molto utile anche a me come edificazione del mio essere una religiosa, facendomi meglio comprendere il mio specifico ruolo nella Chiesa, attraverso qualcosa di così essenziale come l’Eucarestia». Suor Alicia descrive la propria vocazione intimamente connessa al Battesimo e all’Eucarestia, e all’inscindibile relazione tra i due sacramenti. «Non posso immaginare una vita diversa dall’accompagnare uomini e donne nelle circostanze più difficili della loro esistenza, suscitando loro un sospiro di speranza anche nelle situazioni più avverse. Anche in questo posto dove ora vivo, dove i colpi d’arma da fuoco sono all’ordine del giorno. Ma non ho mai paura, perché so di essere stata chiamata qui dal Signore e che Gesù è intimamente unito a me, ed è la mia forza».

di Bernadette Reis


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