Il cammino di un anno

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04 ottobre 2021

Cari lettori,

il primo cambiamento che abbiamo registrato durante questo anno, è l’espansione del giornale nel mondo digitale. Nell’ultimo anno, anche per la situazione creata dalla pandemia, sono nate l’App e la Newsletter de «L’Osservatore Romano»: la difficoltà è diventata opportunità.

Questo giornale, del quale è stato detto che si pesa e non si conta, è in crescita. Durante questo anno ha conosciuto un notevole aumento degli abbonamenti digitali; la sua edizione digitale (che riproduce quella cartacea) è consultabile in tempo reale in ogni parte del mondo. Mentre la edizione cartacea è comunque più maneggevole, e più bella nella grafica.

Innanzitutto le dimensioni: la pagina è diventata più piccola, rientrando negli standard più comuni, in modo da gettare le condizioni per una stampa anche delocata, che possa realizzarsi anche in altre parti del mondo. Questo perché «L’Osservatore Romano» è, unico nel suo genere, un giornale veramente internazionale; meglio: è un giornale non italiano ma “romano”, cioè cattolico, cioè universale.

Se la pagina si è leggermente rimpicciolita, il font usato per i caratteri è aumentato, garantendo una piena leggibilità. Così come le pagine, in particolare le prime pagine, si sono arricchite di un forte corredo fotografico perché , come ha ricordato il Papa, spesso un’immagine vale più di mille parole.

Scritto nella lingua italiana nella sua edizione quotidiana, L’Osservatore esce in sette diverse lingue: inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, indiano malayalam per l’edizione settimanale e infine polacco per l’edizione mensile. Alcune delle edizioni settimanali vengono già oggi stampate “in loco”. E oltre all’edizione polacca c’è anche un altro mensile, l’inserto «DonneChiesaMondo», sempre più vivace, che viene pubblicato in italiano e tradotto in inglese, francese e spagnolo.

Il giornale così come è tornato in stampa il 4 ottobre 2021 presenta spazi maggiori dedicati agli approfondimenti. Più che competere con gli altri mezzi di comunicazione sulla rapidità nel dare la notizia, si è scelto di accentuare lo stile più riflessivo da sempre presente nelle pagine del giornale. Un credente non può permettersi di essere superficiale. E così sono nati gli inserti settimanali, ripartiti secondo la tradizionale suddivisione dei quattro servizi: l’inserto culturale («QuattroPagine», il martedì) quello religioso («Religio», mercoledì), vaticano («La Settimana del Papa», giovedì), internazionale («Atlante», il venerdì). Negli altri due giorni si sono affermate le pagine di Cronache Romane, dove locale e universale si toccano, il sabato, e quelle dedicate alla Cura della Casa Comune il lunedì, che sviluppano le tematiche contenute nella Laudato si’. A fianco a questa “settimanalizzazione” dei contenuti, sono nate tante rubriche e piccole o grandi “serie” che rappresentano la cifra, lo sguardo, di questo giornale che da Roma “osserva” il mondo. Lo osserva con affetto, cercando di mettersi in ascolto del mondo, con l’intenzione di dare voce a chi non ha voce, di raccontare storie che spesso vengono scartate dalle altre testate. Si è scelto infatti, per percorrere la strada dell’approfondimento, il taglio narrativo, privilegiando il racconto di esperienze concretamente vissute. Prima ancora della riflessione e del pensiero è necessario partire dalla narrazione di una storia, di un pezzo di vita, perché innanzitutto è il racconto che tocca il cuore, l’immaginazione e la mente dei lettori.

È questo taglio narrativo che contraddistingue tutte le rubriche e in generale le pagine del giornale: oltre a Cronache Romane, e a La Cura della Casa Comune la rubrica #CantiereGiovani e Ospedale da campo che racconta storie in cui si vede, si tocca con mano, l’opera della Chiesa intenta a curare le ferite di una umanità dolente, fragile, smarrita. Sin dal titolo s’intuisce il taglio narrativo della rubrica I racconti della domenica tenuta da padre Fredric Manns, che ripercorre con stile fresco e competenza scientifica alcuni episodi e personaggi della Bibbia. Il testo sacro è anche protagonista della rubrica del martedì La Buona Notizia, meditazioni sul Vangelo della domenica curate da cinque studiose di diversa estrazione.

Insieme al taglio narrativo, un’altra direzione verso cui si è mosso «L’Osservatore Romano» è quello di essere propulsore (anche con eventi) di discussioni, confronti, dibattiti. Un giornale che apre momenti di riflessione, che “avvia processi”, questo è il senso delle rubriche (tra le altre) Laboratorio - Dopo la pandemia, Sabato Italiano e Zona Franca che in diversi ambiti, raccolgono contributi di persone anche lontane dalla vita della Chiesa ma accomunate dall’acutezza dello sguardo e la passione per l’umano.

Infine, appunto, l’umanismo: Le domande della poesia è una brevissima rubrica che in prima pagina coniuga insieme la dimensione della domanda con lo sguardo poetico, così come Bailamme, che riprende l’omonima rubrica curata 60 anni fa da don Giuseppe De Luca, più collegata alla cronaca ma sempre radicata nel mondo letterario. E poi Gente di spirito la rubrica che tocca con humour e leggerezza temi profondi della vita della Chiesa perché l’umorismo è una virtù essenzialmente cristiana, collegata con quell’humus da cui deriva anche “umanità” così come “umiltà”, forse la virtù più preziosa, oggi come non mai, per svolgere in modo non arrogante, snob o autoreferenziale il mestiere del giornalista.

Il nostro impegno è continuare con umiltà e spirito di servizio, con l’aiuto dei nostri lettori, un cammino che dura da 160 anni.

Andrea Monda