Erede e cantore degli «spiriti magni» di Roma antica nel libro di Maria Pellegrini

Un poliedro da tredicimila facce

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11 settembre 2021
Osip Mandel’štam (1891-1938), insigne poeta russo perseguitato dal regime postrivoluzionario, vittima delle purghe staliniane, era a tal punto innamorato di Dante da volerlo leggere in lingua originale. Studiò quindi l’italiano e ne perfezionò la conoscenza proprio con l’assidua frequentazione della Divina Commedia. Non solo: le letture dantesche gli ispirarono riflessioni di stupefacente profondità, raccolte in un “breviario laico” cui diede il titolo di Conversazione su Dante. A salvare quello scartafaccio dalla censura sovietica e a farlo pubblicare postumo negli Stati Uniti provvide la moglie Nadežda. La prima edizione italiana è da poco apparsa a cura di Serena Vitale (Milano, Adelphi 2021, pagine 124, euro 13): una delle ultime, felici intuizioni del compianto Roberto Calasso. Tra le molte immagini ...

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