La Chiesa greco cattolica metropolitana “sui iuris” in Slovacchia

In prima linea per rispondere alle sfide dell’occupazione

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11 settembre 2021

È la terza città più grande della Slovacchia, con i suoi 90.000 abitanti, e Papa Francesco la visiterà martedì 14: Prešov si trova nella parte nord orientale del Paese ed è il centro naturale di cultura, religione, economia, trasporto e amministrazione della regione di Šariš.

Qui ha sede la Chiesa greco-cattolica metropolitana sui iuris in Slovacchia, che fa parte della grande famiglia delle Chiese orientali cattoliche e riconduce al propria identità alla missione dei santi Cirillo e Metodio, apostoli degli slavi. I due fratelli arrivarono nel territorio della Grande Moravia (che comprende anche la Slovacchia odierna) nell’863 e da allora i cattolici bizantini orientali dimorano con continuità in questo territorio.

Tra il 1950 e il 1968 la Chiesa greco-cattolica nell’ex Cecoslovacchia è stata messa fuori legge dal regime comunista e la sua esistenza è stata vietata, cercando di costringere i sacerdoti a diventare ortodossi e rendendo di fatto impossibile ai fedeli la partecipazione alla vita spirituale ed ecclesiale. La stessa parola “greco-cattolico” non poteva neanche apparire nei dizionari linguistici.

Però la grande maggioranza dei preti greco-cattolici è rimasta fedele al Santo Padre e alla fede: per questo furono arrestati, imprigionati ed espulsi in Boemia, dove erano costretti a lavori manuali.

Dal 1927 al 1960 vescovo greco-cattolico di Prešov era il beato Pavel Peter Gojdič, osbm , che è una delle maggiori figure nella storia della Chiesa greco-cattolica in Slovacchia. Per dieci anni, dal 1950, è stato in prigione a Leopoldov, dove il 17 luglio 1960 è morto nel giorno del suo 72° compleanno. Come vescovo martire è stato beatificato da san Giovanni Paolo ii il 4 novembre 2001 a Roma. Il suo motto episcopale era: «Dio è amore, amiamoLo!». Nella circostanza Papa Wojtyła ha proclamato beato anche il sacerdote greco-cattolico e martire Metod Dominik Trčka, cs s r .

Dal 1947 al 1976 fu vescovo ausiliare in Prešov il beato Vasi’ Hopko, anch’egli a lungo imprigionato. Morto nel 1976 a Prešov, è stato beatificato come vescovo martire da Giovanni Paolo ii il 14 settembre 2003 a Bratislava. Il suo motto era: «Che tutti siano uno».

Oggi nell’arcieparchia di Prešov è in corso la fase diocesane del processo sulle virtù eroiche del servo di Dio padre Ján Ivan Mastiliak, cs s r . Nel contempo la stessa ha informato la Congregazione delle cause dei santi che intende cominciare il processo sul martirio di padre Ján Kellner, fucilato in Unione sovietica dove si era recato per una missione.

Durante la Primavera di Praga nel 1968 l’esistenza della Chiesa greco-cattolica è stata permessa, ma dopo l’invasione degli eserciti del Patto di Varsavia, questa nostra Chiesa era soltanto tollerata e c’erano sempre pericoli e proibizioni. La sua prosperità è cominciata con il fallimento del comunismo nel novembre 1989, quando iniziò la democratizzazione e si è rafforzata con la nascita della Repubblica Slovacca.

Così la Chiesa greco-cattolica nel nostro territorio veramente ha vissuto la risurrezione. È stata seppellita, però dopo diciotto anni è risorta a vita nuova.

Nel presente con l’aiuto del Signore e per l’attività ardente del clero essa si espande. L’elevazione, dieci anni fa, a Chiesa metroplitana sui iuris con la sede a Prešov, ha marcatamente contribuito al suo sviluppo. Oggi conta 515 sacerdoti, di cui 32 sono religiosi, 103 religiose, 208.690 fedeli, 66 seminaristi, 276 parrocchie, 23 scuole ecclesiastiche e istituzioni. I centri pastorali svolgono la loro attività soprattutto per la gioventù, alla quale viene riservata un’attenzione speciale, ma anche per le famiglie e per i rom. Le istituzioni accademiche maggiori sono la Greco-cattolica Facoltà di Teologia dell’Università di Prešov e il Seminario Beato P. P. Gojdič. Abbiamo anche scuole ecclesiastiche elementari e medie e luoghi di pellegrinaggio, meta di un grande numero di devoti: ‘utina, Klokočov, Litmanová, Krásny Brod, Buková Hôrka, Čirč, Šášová, Sečovce etc.

Per la formazione dei laici e l’evangelizzazione attraverso i media, ci sono il periodico «Slovo», Tv Logos e pagine ufficiali su internet. Nello stesso tempo facciamo parte anche dei media cattolici latini come Tv Lu”, Radio Lumen e l’agenzia stampa della Conferenza episcopale.

Intensa l’attività della Caritas a Prešov e a Košice. Tanti movimenti ecclesiali e nuove comunità si sono sviluppate e aiutano sulla via dell’evangelizzazione. Anche se sentiamo l’influsso del consumismo e del secolarismo, siamo anche testimoni del grande amore Divino che ha accompagnato la nostra comunità.

Il problema più grande è la disoccupazione e perciò tanti padri di famiglia vanno in ricerca di lavoro all’estero. C’è anche grande numero di donne che lavorano come domestiche in Austria e in Germania. Perciò alcune famiglie si sono disgregate. Anche i giovani dopo gli studi vanno a lavorare nella Slovacchia occidentale o direttamente fuori.

Tra le sfide più grandi vi sono il calo demografico e il secolarismo, cui si tenta di rispondere con la cura pastorale delle famiglie e della gioventù, dei rom e degli anziani.

Ci siamo preparati per la visita di Sua Santità con l’orazione. Nelle parrocchie si prega ogni giorno per questa intenzione. Personalmente io recito quotidianamente un rosario e questo posso dire anche di tanta gente. I presbiteri, insieme con i fedeli, sono stati invitati a fare anche sacrifici personali, come il digiuno, per questa intenzione.

La visita viene percepita anche come una grande benedizione non solo per l’arcieparchia di Prešov, ma per l’intera metropolia greco-cattolica che lo aspetta con gioia.

*Arcivescovo metropolita
di Prešov per i cattolici di rito bizantino

di Ján Babjak *