Gli echi dell’appello del Papa, del patriarca Bartolomeo e dell’arcivescovo Welby

La risposta dei giovani alla sfida dei cambiamenti climatici

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09 settembre 2021

Rivedere la gestione delle risorse naturali secondo criteri di sostenibilità, guardando non più alla mera massimizzazione egoistica dei profitti ma anche al futuro delle prossime generazioni e ai più poveri del mondo: a poco meno di due mesi dalla Cop26 — la conferenza delle Nazioni Unite sul clima che si terrà a Glasgow dal 31 ottobre al 12 novembre — il pressante appello di Papa Francesco, del patriarca ecumenico Bartolomeo e dell’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, si pone già come un punto fermo di confronto per i leader politici del mondo che si sono dati appuntamento nella città scozzese. «Invitiamo tutti, qualunque sia il loro credo o la loro visione del mondo — si legge nel testo sottoscritto dai tre firmatari lo scorso 1° settembre, Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato — a sforzarsi di ascoltare il grido della terra e dei poveri, esaminando il loro comportamento e impegnandosi in sacrifici significativi per il bene della terra che Dio ci ha dato».

A raccogliere idealmente questo appello — ribadito dal Pontefice nei giorni scorsi anche con alcuni tweet postati sull’account @Pontifex in occasione del Tempo del Creato, l’annuale mobilitazione che riunisce nella preghiera e nella riflessione tutti i cristiani dal 1° settembre al 4 ottobre — ci saranno anche tantissimi giovani artisti in ogni angolo del pianeta. Sono i protagonisti di #Create cop 26, il concorso lanciato in occasione del summit nella città scozzese dall’agenzia Art Partner, con il supporto dell’Ufficio regionale Unesco per la scienza in America latina e nei Caraibi. All’iniziativa, che si rivolge ad artisti e creativi di età compresa tra i 14 e i 30 anni, si è unita la Fondazione Populorum Progressio — espressione della carità del Papa e della solidarietà sociale — affidata al Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale.

Chiamati a lanciare un messaggio sull’emergenza climatica attraverso l’arte, i partecipanti possono presentare qualsiasi tipo di creazione — progetti fotografici, documentari, film sperimentali, performance e composizioni musicali, disegni di moda, messaggi — e diffonderla attraverso i media o le reti sociali.

Il concorso vuole sensibilizzare e ispirare il dibattito e l’azione sugli obiettivi sostenibili, sul riscaldamento globale e sulle sue conseguenze. Le iscrizioni, aperte il 20 luglio scorso, si chiuderanno il 20 settembre prossimo. Gli otto finalisti riceveranno premi in denaro (tra i diecimila e i duemila dollari) e per venti partecipanti sono previste menzioni d’onore. Inoltre i lavori saranno esposti in una mostra online organizzata da artpartner.com e presentati su @artpartner Instagram. Avranno anche l’opportunità di apparire sulla stampa internazionale e sui media che sostengono #Create cop 26.

Le candidature saranno giudicate da una giuria composta da esperti del settore e leader nei campi delle arti e delle scienze: Lidia Brito, direttore dell’Ufficio regionale Unesco per la scienza in America latina e nei Caraibi; Han Feng, artista; Candice Marks, agente globale senior presso Art Partner; Tyler Mitchell, fotografo e regista; Marina Testino, avvocato della moda sostenibile; Ferdinando Verderi, direttore creativo di Vogue Italia; Matt Williams, curatore del Camden Art Center; Shaway Yeh, fondatore di Yehyehyeh e direttore editoriale di Group Style presso Modern Media in Cina.

«Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?» chiede Papa Francesco nella sua enciclica Laudato si’ (n. 160). La domanda cruciale è aperta a tutti i giovani artisti del mondo e la Fondazione Populorum Progressio invita in modo speciale quelli dell’America latina e dei Caraibi.

Per ulteriori informazioni e la presentazione di proposte è possibile consultare la pagina web: https://en.unesco.org/news/climate-emergency-how-can-art-transform-challenge#createcop26.