Prospera Gianasso

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03 settembre 2021

«Ricordo molto bene la figura e la testimonianza della professoressa Prospera Gianasso che ad Asti era un’apprezzata insegnante di francese, impegnata con particolare fervore nell’Azione cattolica e nelle attività di apostolato, divenendo un punto di riferimento luminoso». Così il cardinale Angelo Sodano, astigiano, condivide con «L’Osservatore Romano» il suo ricordo di Prospera Gianasso, legata con profonda amicizia a “nonna” Rosa Vassallo.

«So che ad Asti, opportunamente, sono stati condotti studi e fatte ricerche storiche perché non si perda la memoria di persone che — fa presente il cardinale Sodano — tanto hanno dato, tanto hanno significato e che è importante riscoprire anche oggi».

Proprio nell’ambito dell’Azione cattolica e del comune impegno di testimonianza cristiana nacque il rapporto stretto di amicizia e collaborazione pratica, “sul campo”, tra Prospera Gianasso e “nonna” Rosa.

E poi Prospera era anche l’insegnante di Mario Bergoglio, il figlio di Rosa.

Le due donne sono rimaste sempre in contatto, anche dopo la partenza per l’Argentina della famiglia Bergoglio, con una corrispondenza epistolare. In uno stile di famiglia.

Nata il 19 marzo 1878 a Mombello di Torino — battezzata col nome di Giuseppa Prospera (ma per tutti sempre e solo Prospera) — era la quarta figlia di Lorenzo Gianasso (1843-1926) e Celestina Perenno (1851-1930).

I primi tre figli — le gemelle Orsola Teresa e Angela Teresa e il fratello Emilio — morirono però molto presto.

Dopo Prospera, nacquero Angelo (nel 1880 a Pecetto Torinese), Ippolito (nel 1882 a Savigliano), Benedetto (nel 1889 a Sommariva Perno) e Severino (nel 1890 a Baldissero d’Alba).

Papà Lorenzo — per anni amministratore delle tenute del castello di Stupinigi — fece in modo che tutti conseguissero il diploma di scuola media e Severino arrivò alla laurea.

Prospera non si sposò e scelse di vivere con i genitori a Asti, in un appartamento vicino Corso Torino.

Abilitata all’insegnamento della lingua francese, vi si dedicò con passione ed impegno per ben 42 anni (dal 1906 al 1948), sempre nella Regia Scuola di avviamento commerciale Angelo Brofferio, divenendo anche vice direttrice e, dal 1942, direttrice incaricata.

La scuola comprendeva, al tempo di Prospera, tre Istituti per un totale di oltre 800 studenti: oltre al Brofferio c’erano anche la Scuola tecnica commerciale — dove studiò anche Mario Bergoglio, il padre del Papa — e la Scuola di avviamento industriale. In seguito si suddivise tra scuola media Brofferio e Istituto tecnico
Alberto Castigliano.

Particolarmente stimata come insegnante, Prospera era impegnata anche nel sindacato nazionale per la scuola media e nell’Unione cattolica italiana insegnanti medi ( U ciim). Per i suoi studenti era «una professoressa molto severa, e quindi temuta, ma che sapeva mostrare grandi doti di umanità e comprensione» (Gianasso. Vicende di famiglia di Maria ed Elena Gianasso, Editore L’Artistica Lorenzo Fornaca, pagine 144, 2010).

Con passione Prospera testimoniò la sua fede cristiana concretamente, anzitutto nell’ambito dell’Azione cattolica, delle attività dell’Università cattolica del Sacro Cuore (come delegata diocesana aveva modo di recarsi spesso nella sede di Milano) e delle iniziative di carità vincenziane e missionarie (era, infatti, anche delegata diocesana per le missioni), tra i nomadi (dando vita a un originale apostolato) e i carcerati che sosteneva nel complesso percorso di reinserimento sociale.

In particolare, dopo la devastante esperienza della seconda guerra mondiale Prospera accettò con entusiasmo di far parte della presidenza provinciale del Centro femminile italiano, dando così un significativo contributo alla rinascita . Con un progetto di educazione e formazione, dalla parte delle donne.

Morì ad Asti domenica 3 dicembre 1961. È sepolta, con i genitori, nel cimitero urbano della città piemontese.

«La Gazzetta d’Asti» le dedicò, nell’edizione dell’8 dicembre, solennità dell’Immacolata concezione, un significativo ricordo per tratteggiarne il servizio cristiano.

«È morta la prof. Gianasso, nobile figura di apostola» il titolo dell’articolo, scritto probabilmente dal canonico Luigi Goria, assistente della Giunta diocesana di Azione cattolica e primo assistente diocesano della Gioventù femminile.

«Fu un funerale — si legge nello storico settimanale diocesano di Asti — permeato di commozione e spirito cristiano: fu imponente per l’intervento di numerose autorità religiose e civili e per la folta schiera di persone di ogni ceto sociale».

La professoressa Gianasso, scrive ancora «La Gazzetta d’Asti», «ebbe da Dio doti non comuni di mente e di cuore (...). Amò la Chiesa di cui fu sempre figlia devota e fedelissima; per servirla consacrò la sua intelligente ed apostolica attività nell’Azione cattolica. Furono periodi aurei quelli in cui ella si susseguì nelle cariche di presidente diocesana dell’Unione donne, di presidente diocesana della Gioventù femminile di Azione cattolica, di presidente diocesana dell’Unione donne di Azione cattolica italiana e quindi di vice presidente della Giunta diocesana di Azione cattolica».

«Amò la scuola», si legge ancora, ed «ebbe sempre occhio vigile e mente aperta alle nuove esigenze». Inoltre «le molteplici cariche di primo piano che la prof. Gianasso coprì furono mezzo per servire, con vera, profonda utilità e con generosa, infaticabile, virile, apostolica attività Dio e il prossimo».

«Ella fu dunque l’irradiatrice di Cristo» è la conclusione dell’articolo del settimanale di Asti. «Ed è per questo che la sua memoria è e sarà in benedizione».

di Giampaolo Mattei