Il coraggio delle donne di Herat

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03 settembre 2021

Vogliono “solo” studiare o lavorare. Vogliono fare parte dell’Afghanistan, senza essere ridotte al silenzio e segregate in casa. Sono le donne afghane, che nella città di Herat sono scese in piazza contro la minaccia dell’oscurantismo talebano, che le vorrebbe di nuovo invisibili. In base al nuovo governo islamico talebano, alle donne non sarà infatti consentito di ricoprire ruoli-chiave.

Con il capo coperto dal velo e le mascherine anticovid, ma senza burqa, le donne hanno agitato cartelli e scandito slogan per il diritto al lavoro, all’istruzione, alla vita. «Nessun governo può sopravvivere senza il sostegno delle donne», recitava un cartello innalzato dalle manifestanti. E un altro: «Istruzione, lavoro, sicurezza sono nostri diritti inalienabili per i quali siamo unite». Una straordinaria prova di coraggio delle donne afghane di fronte al ricordo delle lapidazioni e delle frustate di vent’anni fa e all’incognita di un emirato a guida teocratica che, a parole, vuole mostrare una faccia presentabile al mondo, ma sulle cui reali intenzioni in molti non si fanno illusioni.