Le parole rivolte a braccio all’associazione Lazare

La ricchezza di essere piccoli

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30 agosto 2021

Pubblichiamo le parole che il Papa ha pronunciato a braccio durante l’udienza all’associazione francese Lazare — svoltasi nella mattina di sabato 28 agosto, nell’Aula Paolo vi — dopo aver ascoltato le testimonianze di alcuni dei presenti.

Avevo scritto un discorso da dirvi, ma ve lo darò per iscritto perché voglio parlare di quello che è venuto fuori qui.

Mi soffermo sull’ultima immagine, la porta. Questa esperienza della porta aperta, la porta chiusa, il timore che non mi aprano la porta, il timore che mi chiudano la porta in faccia... Questa esperienza che abbiamo appena ascoltato da uno di voi, è l’esperienza di ognuno di noi se ci guardiamo dentro.

E io chiedo: qual è il mio rapporto con la porta?

Alcuni pensano che la porta sia un loro possesso e le mettono un lucchetto e la chiudono per loro. Altri hanno paura di bussare a una porta. È quella paura che abbiamo di sapere se saremo accolti e accettati. Altri vogliono entrare ma hanno paura della porta e cercano di entrare dalla finestra. E così possiamo immaginare tante situazioni e domandare, io con la porta che rapporto ho?

La porta è Dio, allora il mio rapporto con la porta qual è?

Mi approprio della porta per me e non lascio entrare nessuno o ho paura di bussare alla porta o spero senza bussare che qualcuno me l’apra. Ognuno di noi ha atteggiamenti diversi con Dio, che è la porta.

A volte nella vita bisogna avere l’umiltà di bussare alla porta. A volte bisogna avere il coraggio di non avere paura di chi mi aprirà la porta, che è Dio.

E una volta che sono entrato, occorre avere la grandezza di non chiudere la porta alle mie spalle senza aprirla perché entrino altri ed è quello che fa “Lazare”, aprire porte. Ed è quello per cui desidero ringraziarvi oggi, questa testimonianza, non solo di “portieri”, voi non badate alla porta, non siete “portieri”, ma di uomini e donne che, poiché una volta hanno aperto la porta a ognuno di voi, sentite la necessità di aprirla ad altri.

La porta è Dio, che si apre a noi, la porta è il nostro cuore... è aperto, è custodito... È tutto un lavoro di pensare ma che voi sapete fare.

Ringrazio ognuno di voi per la testimonianza che dà e andate avanti. “Lazare” è una cosa piccola, poca gente, pochi luoghi, di fronte a tanto bisogno. Ma Gesù ha detto una cosa una volta: che anche il lievito è una cosa piccola e che era capace di moltiplicare, che il seme era una cosa piccola e che era capace di far crescere un albero grande. La cosa peggiore che può accadere a “Lazare” è dimenticarsi di essere piccolo, perché se diventa grande nel cuore, attraverso il potere, la superbia, la compiacenza, l’albero non crescerà e la massa non si espanderà.

La vostra ricchezza non sta nella banca, la vostra ricchezza è essere piccoli e continuate così.

E pregate per la Chiesa, perché impari, la nostra Santa Madre Chiesa, noi uomini e donne di Chiesa, ad aprire sempre la porta e ad avere l’orecchio attento a chi bussa alla porta a volte debolmente.

Grazie.