Il cardinale Versaldi ad Abu Dhabi

Cambiare l’educazione
per cambiare il mondo

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09 luglio 2021

Un accordo di collaborazione (Memorandum of Understanding) è stato firmato lo scorso lunedì 5 luglio dal prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica e dal ministro dell’Educazione degli Emirati Arabi Uniti, Hussain bin Ibrahim Al Hammadi. Il documento è premessa e piattaforma di una collaborazione sempre più fraterna in ambito educativo. Di seguito riportiamo il discorso tenuto dal cardinale prefetto durante la cerimonia ad Abu Dhabi.

Il 4 febbraio 2019, in occasione della visita apostolica negli Emirati Arabi Uniti, sua Santità Papa Francesco e il Grande imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, firmarono il Documento sulla Fratellanza Umana per la pace mondiale e la convivenza comune. Fu un documento profetico in cui, un anno prima dell’inizio della pandemia da covid-19, i due firmatari già evidenziavano la grande urgenza di aprire nuove strade di collaborazione finalizzate a rafforzare i vincoli della fraternità umana. Quell’invito ha già portato alcuni frutti e continua a generare azioni concrete.

Sulla scia del Documento, convinti della necessità della sua piena attuazione in ambito educativo, i dicasteri competenti in materia avviarono un dialogo. Anche per le restrizioni imposte dalla pandemia, il raggiungimento dell’obiettivo comune ha richiesto più tempo del previsto. Ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Le nostre due istituzioni — il Ministero dell’educazione degli Emirati Arabi Uniti, che ringrazio di cuore per la collaborazione e la premurosa ospitalità, e la Congregazione per l’educazione cattolica della Santa Sede, a cui fanno riferimento 216.000 scuole cattoliche e 1.760 università cattoliche nel mondo — hanno confermato ufficialmente la loro volontà di unire le forze per affrontare insieme le sfide dell’educazione oggi.

Consentitemi innanzitutto di sottolineare l’importanza del Memorandum. Esso discende da una convinzione fondamentale: se vogliamo cambiare il mondo dobbiamo cambiare l’educazione. E dobbiamo farlo insieme. Per questo l’accordo valorizza le rispettive tradizioni in vista di principi e obiettivi comuni. Questo non è solo un accordo, ma un’intesa. Ciò significa che non discende da una visione contrattualistica ma pone l’elemento fiduciario a fondamento della nostra relazione e dei suoi obiettivi. Vorrei ripercorrere i principali: promuovere la cultura dell’incontro e della fratellanza come fondamento e percorso per la giustizia e la pace; avviare un dialogo tra le civiltà e promuovere l’educazione a beneficio di tutta l’umanità; sviluppare reti di cooperazione nel campo dell’educazione scolastica e universitaria (progetti di ricerca, seminari, infrastrutture educative) per affrontare le sfide attuali e future nel campo dell’educazione; favorire il rispetto dei diritti umani, l’ecologia integrale e la solidarietà come percorsi per un’alleanza educativa, un autentico Patto educativo, che rafforzi l’identità e il rispetto delle differenze tra le culture.

Desidero anche cogliere questa opportunità per sottolineare l’ampiezza delle attività umanitarie svolte, durante la pandemia, sotto l’egida di Sua Altezza lo sceicco Mohammed Bin Zayed. Queste iniziative sono caratterizzate dallo stesso spirito di cooperazione e fraternità universale che ha ispirato il Documento sulla Fratellanza Umana. Seguendo l’invito in esso contenuto, più di 135 Paesi hanno ricevuto generi alimentari e sanitari grazie all’aiuto degli Emirati Arabi Uniti. Attraverso quest’iniziativa umanitaria, la Fondazione Pontificia Gravissimum Educationis ha potuto aiutare le popolazioni della regione di Iquitos, nell’Amazzonia peruviana, molto colpite dalla pandemia. Per questi ed altri motivi, la Fondazione Gravissimum Educationis, incardinata presso la Congregazione per l’educazione cattolica, è lieta di conferire il titolo di “Uomo di umanità” a Sua Altezza lo sceicco Mohammad Bin Zayed. Estendiamo le nostre più sentite congratulazioni a lui e a tutto il popolo degli Emirati Arabi Uniti. Ci accomuna la grande importanza attribuita all’educazione come strumento più efficace per attivare processi che promuovano, dalle radici più profonde dell’essere umano, veri cammini di fraternità, integrazione, inclusione e pace per tutti.

L’educazione contribuirà a risvegliare nelle nuove generazioni il gusto per un mondo genuinamente fraterno e pacifico, di cui possano sentirsi attori corresponsabili. Papa Francesco ha affermato spesso e con enfasi «per cambiare il mondo bisogna cambiare anche l’educazione». Inoltre, è proprio attraverso la cooperazione internazionale che potremo immaginare e realizzare nuovi scenari e processi culturali ed educativi. Tale cooperazione trova le sue radici in un dialogo sincero e aperto, nella partecipazione attiva, in una visione umana fondata su valori comuni e nel rispetto dell’immensa ricchezza delle nostre differenze.

Mi permetto di sperare che questi giorni, che prolungano l’incontro di Sua Santità Papa Francesco ad Abu Dhabi, continuino a segnare l’inizio di una fruttuosa collaborazione nel campo dell’educazione, e aiutino a consolidare nuove prospettive per le nostre culture e per le nostre sfide.

di Giuseppe Versaldi