Il ritratto di Hans Holbein
il giovane

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06 luglio 2021

Si trovava di passaggio a Londra Hans Holbein il giovane quando Erasmo da Rotterdam, suo amico, gli raccomandò Thomas More, figura «degnissima», meritevole senza ombra di dubbio di un ritratto realizzato da «mano sapiente». E quella mano, la mano di Hans, non tradì le attese. In una successiva lettera ad Erasmo, Thomas More definirà il pittore «un magnifico artista». L’opera fu realizzata nel 1527, quando More ricopriva ancora l’incarico di Cancelliere del Ducato di Lancaster. L’immagine, realizzata a mezzo busto, mostra More di tre quarti di profilo. È seduto, con alle spalle un panneggio verde. Indossa abiti formali di corte ed il Collar of Esses , con al rosa dei Tudor, simbolo araldico di Enrico viii . Quest’ultima decorazione era simbolo di distinzione e di servizio fedele al re, indipendentemente dall’incarico ricoperto. Caratteristica precipua di Holbein il Giovane è la volontà di scandagliare l’animo del soggetto ritratto, per portarne alla luce «vibrazioni ed umori». Anche nel caso di questo quadro, l’artista si dimostra fedele al suo tratto distintivo: lo sguardo di More, infatti, coniuga un’espressione severe e dolce, nel segno di una sintesi diretta a cogliere l’interiorità del personaggio. Il dipinto spicca per una pronunciata dimensione realistica. Di tale struttura figurativa sono prova il velluto del vestito e i riflessi dorati sulle “S” della catena che More porta al collo, come pure i peli della barba appena accennata sul volto. A proposito della barba, si racconta che un attimo prima dell’esecuzione, More, appoggiata la testa sul ceppo, abbia scostato la barba (allora molto lunga) e abbia mormorato con disarmante ironia, nonostante la tragica ora: «Salviamo almeno questa, perché con il tradimento non c’entra affatto». Un’osservazione che strappò un sorriso al boia, lasciato di stucco da tanta sorprendente serenità, a dispetto di un destino che non sorrideva affatto. (gabriele nicolò)