Il racconto

Quando Spiderman dice
che i veri supereroi
sono i bimbi negli ospedali
(e le loro famiglie)

 Quando Spiderman dice   QUO-140
23 giugno 2021

Spiderman è davvero un supereroe buono. Fa l’impiegato in una azienda portuale a Vado Ligure ma poi indossa la maschera e il costume dell’Uomo Ragno e… zac… ecco che d’un balzo è accanto ai letti dei bambini ricoverati negli ospedali.

E stamani a Papa Francesco, nell’udienza generale nel Cortile di San Damaso, Spiderman non solo ha consegnato la maschera da supereroe ma gli ha anche “rivelato” la sua identità — Mattia Villardita, 28 anni — e la sua prossima missione: i reparti pediatrici del policlinico Agostino Gemelli a Roma dove andrà, su iniziativa dell’Ispettorato di pubblica sicurezza Vaticano, con la banda musicale della Polizia di stato italiana.

«Ma i veri supereroi sono i bambini che stanno soffrendo e i loro familiari che lottano con tanta speranza» dice Mattia. «Io mi vesto da Spiderman per strappare un sorriso ai più piccoli che sono in ospedale: lo faccio perché ho una malattia congenita, per 19 anni sono entrato e uscito dal Gaslini di Genova, e mi sarebbe piaciuto tantissimo, quando ero lì, solo, nel mio lettino, vedere Spiderman entrare dalla finestra della mia stanza...».

E sì, è così che si diventa l’Uomo ragno, «con il cuore». Non c’è «un corso da supereroe» anche se Mattia ha messo su l’associazione Supereroincorsia: «Siamo un gruppo di giovani impegnati nel volontariato che, appunto travestiti da “eroi”, portiamo momenti di spensieratezza nei reparti pediatrici».

«Ho indossato per la prima volta questa maschera 4 anni fa, a Natale: dovevo consegnare un computer al San Paolo di Imperia e mi sono inventato qualcosa che potesse far divertire i bambini che stavano vivendo quello che avevo vissuto anche io».

Spiderman ha compiuto le sue imprese anche durante il lockdown: «Ho fatto oltre 1.400 videochiamate, non potendo andare di persona» racconta. Mattia segue i bambini, sempre attraverso il contatto continuo con i genitori, anche quando rientrano a casa: «Organizziamo feste a sorpresa o, anche più semplicemente, la consegna di una pizza». Lo scorso anno il presidente italiano Sergio Mattarella gli ha conferito l’ordine al Merito della Repubblica per, si legge nella motivazione delll’onorificenza «l’altruismo e le fantasiose iniziative con cui contribuisce ad alleviare le sofferenze dei più giovani pazienti ospedalieri». Potrebbe essere la definizione perfetta di supereroe, «uno che cerca di rendere il mondo migliore di come l’ha trovato». E oggi pomeriggio al policlinico Gemelli Spiderman potrebbe incrociare anche la comunità delle persone colpite dalla fibromialgia — malattia “sconosciuta” che solo in Italia tocca 2 milioni di persone — e di quanti le assistono sia dal punto di vista sanitario che pastorale. Con affetto Francesco stamani ha incoraggiato un gruppo di malati e di medici proprio del policlinico dell’Università cattolica, accompagnati da don Carlo Abbate che segue, per la pastorale della salute della diocesi di Roma, quest’opera di sostegno e di sensibilizzazione.

Inoltre, durante l’udienza, il cardinale Aquilino Bocos Merino ha presentato al Papa autori e protagonisti del film “Claret” — dedicato al santo fondatore dei Missionari figli del Cuore Immacolato di Maria, la famiglia religiosa di cui fa parte il porporato spagnolo — mentre le piccole sorelle di Gesù e le suore polacche di Santa Maria Maddalena della Penitenza hanno rilanciato, con Francesco, il senso del loro carisma. Presenti, tra gli altri, i rappresentanti del premio “Maria Grazia Cutuli”, intitolato alla giornalista del “Corriere della sera” uccisa in Afghanistan nel 2001.

Con particolare affetto, infine, il Papa ha salutato “nonna Alba” di Palestrina, accompagnata dal nipote Valerio, che con l’entusiasmo dei suoi 95 anni ha saputo sconfiggere il covid-19. Una testimonianza che è un vero e proprio “spot” per la Giornata mondiale dei nonni e degli anziani che si celebrerà il 25 luglio.

di Giampaolo Mattei