Dalla Corte dei conti dell’Ue

Dubbi sull’efficacia
di Frontex

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09 giugno 2021

Bruxelles, 9. La Corte dei Conti europea ha presentato una relazione speciale su Frontex, agenzia alla quale è affidato il controllo delle frontiere esterne dell’Unione, integrandosi operativamente con quello degli Stati membri.

Le conclusioni sono riassumibili nelle parole del responsabile della relazione, Leo Brincat. «Le mansioni affidate a Frontex alle frontiere esterne dell’Ue — ha dichiarato — sono fondamentali per la lotta alla criminalità transfrontaliera e all’immigrazione illegale. Nondimeno, Frontex non le assolve attualmente con efficacia. Ciò desta particolare preoccupazione nel momento in cui vengono conferite a questa agenzia responsabilità aggiuntive».

Frontex, istituita nel 2004 con regolamento Ue, ha visto allargare negli anni competenze e finanziamenti. Per la Conti dei conti Europea non sarebbe, però, ancora all’altezza dei suoi obiettivi e degli stanziamenti investiti. Si sottolinea che Frontex, già dal 2007, aveva visto ampliare le sue competenze operative. «Ciò — si legge nella relazione speciale — ha comportato un aumento esponenziale delle risorse, con l’introduzione di un corpo permanente di 10.000 effettivi operativi entro il 2027 e di un bilancio medio di 900 milioni di euro all’anno».

I richiami non sono solo per Frontex. «L’aumento esponenziale delle risorse messe a disposizione — si sottolinea — è stato concordato senza una valutazione delle esigenze e dell’impatto per gli Stati membri e senza una valutazione delle attività di Frontex a partire dal 2015». Molti dei problemi di Frontex, si legge nella relazione, sono dovuti alla mancanza di informazioni che impedirebbero all’agenzia di operare secondo le attese. «Sebbene esista un quadro funzionale per lo scambio di informazioni a sostegno della lotta contro l’immigrazione clandestina, questo non ha funzionato in modo adeguato. Ciò incide sulla capacità di Frontex e degli Stati membri di monitorare le frontiere esterne»