A partire dall’ultimo rapporto dell’Onu

Bachelet all’Ue:
«Più solidarietà sui migranti»

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27 maggio 2021

«La mancata protezione di diritti umani non è una tragica anomalia, ma piuttosto una conseguenza di una concreta politica di decisioni e pratiche da parte delle autorità libiche, di Stati membri dell’Unione europea, di istituzioni ed altri attori». È quanto scritto nell’ultimo rapporto diffuso dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr), dal titolo «Indifferenza Letale: ricerca e salvataggio e protezione dei migranti nel Mediterraneo centrale».

Nel documento vengono descritte le attività relative ai «respingimenti» dei migranti verso la Libia da parte delle autorità di Malta e Italia nel biennio 2019-2020, attuando politiche e pratiche che lasciano spazio a violazioni e abusi nei confronti dei migranti.

All’interno del testo spesso sono riportate testimonianze di profughi raccolti da navi private nelle zone Sar di Italia o Malta e riportati in Libia. Il Paese nord africano si conferma un luogo non sicuro per lo sbarco dei migranti salvati in mare.

«Sono preoccupata da questa letale indifferenza verso gente disperata — ha dichiarato il numero uno dell’Ohchr, Michelle Bachelet —. E onoro le organizzazioni e gli attivisti per i diritti umani che continuano a lavorare per difendere i diritti dei migranti». Per questo ha chiesto alla Libia e all’Unione europea di modificare le operazioni di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo, in quanto quelle attuali «non danno priorità alla vita, alla sicurezza e ai diritti dell’Uomo per coloro che cercano di passare dall’Africa all’Europa».

Bachelet ha infatti esortato «gli Stati membri dell’Ue a mostrare solidarietà per garantire che i paesi in prima linea, come Malta e l’Italia, non siano lasciati soli ad assumersi una responsabilità sproporzionata», aggiungendo che «fin quando non ci saranno sufficienti canali di migrazione sicuri, accessibili e regolari, le persone continueranno a tentare di attraversare il Mediterraneo centrale, indipendentemente dai pericoli o dalle conseguenze».

Proprio sulla divisione all’interno dell’Ue in tema di politica migratoria, ha espresso tutta la propria “frustrazione” il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, durante un Forum Ansa. «Non si riesce a fare un passo in avanti» perché «continua l’egoismo degli Stati. I migranti continuano ad essere trattati come non dovrebbero», ha affermato Sassoli, sottolineando come su questo tema, invece, «dobbiamo misurarci in termini di capacità e di umanità», trovando un’intesa a livello europeo. Il presidente del Parlamento Ue ha poi invitato a fare tesoro e a non mettere nel cassetto la lezione del covid, che «deve renderci migliori».

Su richiesta del governo italiano, tale problematica è stata messa in agenda al prossimo Consiglio Ue di giugno. Purtroppo, al momento, appare abbastanza complicato un accordo vista la contrarietà del fronte dei “Paesi Visegrad” a farsi carico della gestione dei migranti in arrivo sulle coste europee.