Alla presenza del Pontefice si è aperta la 74ª assemblea generale della Conferenza episcopale italiana

Nel Sinodo emerga
la saggezza del popolo di Dio

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25 maggio 2021

Papa Francesco ha aperto, nel pomeriggio di lunedì 24 maggio, i lavori della 74ª assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, in svolgimento all’Ergife Palace hotel di Roma fino a giovedì 27. «Annunciare il Vangelo in un tempo di rinascita - ‐Per avviare un cammino sinodale» è il tema dell’assise, che avrà anche il compito di eleggere due vice presidenti — per l’area Nord e per l’area Centro — oltre ai membri del Consiglio per gli affari economici e ai presidenti delle Commissioni episcopali.

Al suo arrivo il Pontefice è stato accolto dal cardinale presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia - Città della Pieve; dai vice presidenti monsignor Mario Meini, vescovo di Fiesole, monsignor Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara, monsignor Antonino Raspanti, vescovo di Acireale, e dal segretario generale, monsignor Stefano Russo, vescovo di Fabriano-Matelica.

Dopo la preghiera introduttiva — con il canto del Veni creator Spiritus e la lettura del passo conclusivo del Vangelo di Marco che racconta l’ascensione del Signore e l’invio missionario degli apostoli ad annunciare il Vangelo — il cardinale Bassetti ha rivolto un saluto al Papa, facendo riferimento al percorso sinodale della Chiesa italiana. «Su questo cammino — ha detto a Francesco il presidente della Cei — chiediamo il suo incoraggiamento, la sua preghiera e la sua paterna benedizione».

Il porporato ha fatto riferimento al documento del Sinodo dei vescovi per coinvolgere maggiormente il popolo di Dio, che, ha detto, «ci sostiene» nel processo che «vogliamo avviare». Si tratta di un cammino che parte dal basso per coinvolgere il popolo di Dio.

Seminari, tribunali ecclesiastici e Sinodo sono i tre temi che Papa Francesco ha affrontato rivolgendosi ai vescovi italiani. Espressa soddisfazione per come sta andando per i tribunali dopo la riforma dei processi di nullità matrimoniale, per quanto riguarda il Sinodo il Pontefice ha ricordato che deve cominciare dal basso in alto, nelle piccole comunità, nelle parrocchie. In questo percorso sinodale a cui Papa Francesco ha esortato la Chiesa italiana è centrale riprendere le linee tracciate al Convegno di Firenze del 2015, un patrimonio di cui non perdere la memoria.

Inoltre, il Papa ha segnalato anche il pericolo di sbagliare nella formazione e nella prudenza nell’ammissione dei seminaristi, mettendo in guardia dalla rigidità. Quindi il Pontefice ha dato il via a un dialogo aperto con i vescovi, nello stile domanda-risposta. Al termine dell’incontro, Francesco ha lasciato l’Ergife Palace hotel e ha fatto ritorno in Vaticano.

Nella mattina di martedì 25, il cardinale Bassetti ha svolto un’ampia introduzione all’assembla. Guardando alla storia, ha riaffermato che «la Chiesa che è in Italia non è mai stata e mai sarà in contrapposizione a Pietro, al suo magistero, alla sua parola. Per questo, oggi, come è sempre avvenuto nella nostra storia, ci sentiamo chiamati a vivere la sinodalità, a disegnare un “cammino sinodale”». In particolare, il porporato ha ringraziato Francesco «per il sostegno alle nostre Chiese e per la guida sicura, per la sollecitazione a essere Chiesa sinodale nel solco tracciato dal concilio Vaticano ii ». E per l’accento posto sul «santo popolo fedele di Dio».

Il «cammino sinodale» , ha rilanciato, «permetterà alle nostre Chiese di fare proprio, sempre meglio, uno stile di presenza nella storia che sia credibile e affidabile, perché attento ai complessi cambiamenti in atto e desideroso di dire la verità del Vangelo nelle mutate condizioni di vita degli uomini e delle donne del nostro tempo». Ma stile sinodale non significa «adempimenti formali» o «soltanto nell’organizzazione di eventi». Serve, invece, «uno stile che vuole riconoscere il primato della persona sulle strutture». Lo stile sinodale, infatti, impedisce «processi di arroccamento ecclesiale e clericale» e muove la vita delle comunità verso le periferie. Anche con il coinvolgimento «di tanti laici e laiche».

Il cardinale Bassetti ha affermato, poi, che la Chiesa e la società italiana oggi hanno «urgente» bisogno di «riconciliazione». Con «ponti di comprensione» e non «estremismi che usano la violenza».

Nel suo intervento il presidente della Cei ha delineato, con «realismo spirituale», il profilo dell’attualità nazionale e internazionale. Affrontando la questione dell’inverno demografico, ha auspicato «interventi di carattere fiscale e amministrativo» e «politiche attive del lavoro soprattutto femminile, rispettose dei tempi della famiglia e della cura dei figli». Cruciale, poi, la questione lavoro, che deve svolgersi «sempre in condizioni sicure».

Riguardo al ddl Zan, il cardinale Bassetti ha ribadito che c’è «ancora tempo per un “dialogo aperto” per arrivare a una soluzione priva di ambiguità e di forzature legislative». Sul “Piano nazionale di ripresa e resilienza” ha fatto presente che «può essere una occasione importante di crescita collettiva: vi sia — ha auspicato — la saggezza di coinvolgere tutte le energie positive del Paese, che sono tante e, nello stesso tempo, disperse».

Guardando poi alla situazione internazionale, il cardinale ha rilanciato «l’accorato appello del Santo Padre affinché in ogni area di conflitto — e, in particolare, in Terra Santa — tacciano le armi e ci si incammini sulla strada del dialogo e della riconciliazione». E ha annunciato che, dopo l’incontro di Bari del febbraio 2019, si sta «studiando un’altra occasione» per il dialogo di pace.