LA BUONA NOTIZIA
Il Vangelo della solennità della Santissima Trinità (Matteo 28, 16-20)

«Ecco»

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25 maggio 2021

«Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni». Chi dice “Ecco” attira l’attenzione del proprio interlocutore su una cosa. Intende indicargli un che di evidente e apprezzabile, eppure non scorto; forse per distrazione, superficialità, ovvero perché chi è richiamato all’attenzione è completamente requisito da altre situazioni, pensieri e faccende.

Il Risorto dice ai suoi «Ecco». Dove attira la loro attenzione? Cosa indica come lampante e tuttavia non considerato? La sua presenza, la sua compagnia. «Dissi: “Eccomi, eccomi” a una nazione che non invocava il mio nome», lamenta il Signore per bocca del profeta Isaia (Is 65, 1). Agli occhi del Risorto, non ci accorgiamo della indubitabile fortuna, del felice destino della sua presenza reale, viva, efficace, vibrante di incomprensibile premura. Calamitati dal passato della Chiesa, o stregati dal suo futuro, non sentiamo l’operosa vicinanza del Vivente nel chiaroscuro dei nostri giorni.

«Io sono con voi tutti i giorni». Sì. In quelli solari, in quelli piovosi e perfino in quelli col cielo bianco che nasconde il sole e non regala la pioggia. Nei sabati pieni di attesa, nelle domeniche del compimento, nei lunedì faticosi, nei venerdì dai misteri dolorosi, nei mercoledì e giovedì che ci trovano in mezzo al guado. Nei giorni vittoriosi, dove l’anima si espande per santità, e in quelli dove si ritrova rattrappita per i peccati. «Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni». Non ce ne accorgiamo?

di Giovanni Cesare Pagazzi