Critica la situazione umanitaria nel territorio palestinese dopo 11 giorni di guerra

Onu: rispettare la tregua
a Gaza

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24 maggio 2021

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu chiede il «rispetto completo» del cessate il fuoco fra Hamas e Israele, e rilancia la soluzione dei due stati per due popoli. «I membri del Consiglio di sicurezza danno il benvenuto all’annuncio del cessate fuoco e riconoscono il ruolo importante giocato dall’Egitto e da altri Paesi dell’area» si legge nel documento approvato ieri dai Quindici, nel quale si mette in evidenza la necessità di «immediata assistenza umanitaria alla popolazione civile palestinese, soprattutto a Gaza». Inoltre, il Consiglio sostiene «l’appello del segretario generale alla comunità internazionale a lavorare con le Nazioni Unite nello sviluppo di un robusta iniziativa per sostenere una ricostruzione e una ripresa sostenibili» nei territori colpiti. Nel comunicato si mette in evidenza «la necessità di riportare la calma e l’importanza di raggiungere una pace ampia basata sulla visione di un’area in cui due stati democratici, Israele e quello palestinese, possano vivere fianco a fianco in pace con confini sicuri e riconosciuti».

I mediatori egiziani hanno avuto colloqui con le parti per consolidare la tregua. Camion di varie agenzie umanitarie, comprese quelle legate alle Nazioni Unite, hanno iniziato a portare a Gaza medicine, cibo e carburante dopo che Israele ha riaperto il valico di Kerem Shalom. Per il settimo giorno consecutivo, le autorità egiziane hanno tenuto aperto il valico di Rafah, «in via eccezionale», per accogliere i feriti della Striscia e fornire aiuti.

Dopo undici giorni di guerra la situazione umanitaria nel territorio palestinese è critica. «Sono profondamente frustrato da questo episodio insensato di estrema violenza che ha provocato la morte di civili, la distruzione di infrastrutture e che ha riportato indietro Gaza di diversi anni» ha affermato il Commissario generale dell’Unrwa (agenzia dell’Onu per il sostegno ai profughi palestinesi) Philippe Lazzarini, incontrando la stampa a Gaza. «È particolarmente frustrante che sia stato il quarto conflitto in 14 anni» ha aggiunto. «Alcuni giorni fa abbiamo lanciato una raccolta di fondi di emergenza e cominciamo a vedere primi finanziamenti». I profughi, ha notato, hanno ora «maggiormente bisogno di normalità e speranza». La popolazione di Gaza «ha trascorso 14 anni in una situazione di blocco, intercalata da episodi di distruzione di massa. Ciò è accaduto — ha precisato — perché le radici del conflitto non sono state rimosse».

Intanto, non si ferma la tensione a Gerusalemme est. Ieri la polizia israeliana ha scortato più di 250 ebrei nella Spianata delle moschee-Monte del Tempio, dove gli scontri fra palestinesi e agenti avevano acceso la miccia del conflitto due settimane fa.