Nel libro di Rino Cammilleri un calendario per sapere dove e quando è apparsa la Madonna

Tutti i giorni con Maria

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20 maggio 2021

L’idea che si possa dedicare ogni giorno dell’anno a un’apparizione mariana, in un calendario idealmente parallelo a quello ufficiale dei santi, conferisce un sapore particolare alla compilazione certosina di Rino Cammilleri, Tutti i giorni con Maria pubblicata da Ariel. Anche se l’attribuzione delle date ai singoli fenomeni è a volte presunta, o approssimativa, ciò che colpisce è la varietà e insieme universalità degli eventi miracolosi, oggetti di devozione popolare, al punto da far pensare a una specie di globalizzazione dei miracoli. Perché si va dalla prima comparsa soprannaturale in assoluto, quella della Madonna del Pilar a Saragozza, di cui è testimone l’apostolo Giacomo nell’anno 40, al fenomeno solare osservato a Benin City, in Nigeria, nel 2017, in occasione della festa nazionale della Madonna di Fatima. Ma in realtà nessun continente, e quasi nessuna nazione della terra, si può considerare estranea alla devozione religiosa collegata a un’apparizione, o ad altro evento straordinario attribuito alla Madonna. Tanto che, nello sfogliare questo insolito calendario, la località di Saiòpàlfala, in Ungheria, pare strettamente collegata a New Orleans, Copacabana a Motse nel Lesohto, Bao-Ha nel Vietnam o Monomotapa nell’allora Rhodesia.

Prudentemente l’autore fa notare che, fra tutte, non più di una quindicina sono le apparizioni ufficialmente riconosciute dalla Chiesa, moltissime invece dai soli vescovi locali, e quanto ai santuari mariani se ne possono contare a migliaia. Nella maggioranza dei casi una statua della Madonna sembra fungere da collegamento fra il contesto naturale e la comparsa dell’evento sacro, e spesso le narrazioni popolari che accompagnano le varie manifestazioni ricordano da vicino quelle tramandate nelle crestomazie dai risvolti favolosi e carichi di suggestioni, tipiche delle antiche vite dei santi, al di fuori della possibilità di verifiche storiche. E uno degli aspetti ricorrenti è certamente il favor pastoris, la frequente attribuzione del miracolo alla testimonianza di modesti e ignoranti conducenti di greggi, sul modello dei tre fanciulli di Fatima. Ma la sorpresa nasce soprattutto dalla scoperta che proprio il ventesimo secolo, conosciuto come quello delle tenebre totalitarie e della guerra ideologica alla religione, si rivela invece il più ricco di apparizioni, in numero addirittura pari a quelle registrate in tutti i diciannove precedenti. Il verificarsi del miracolo, o la sua percezione collettiva, sembrano infatti del tutto indifferenti al fenomeno della secolarizzazione, smentendo l’opinione che essa sia da considerare una caratteristica costante della modernità; quasi a suggerire invece l’idea di una risposta collettiva, un tentativo di colmare una distanza sentita come insopportabile, la soddisfazione di un’esigenza profonda e incomprimibile dell’umanità, nutrita di volta in volta da simboli e percezioni straordinarie, costantemente rivolte a una dimensione superiore.

Ne risulta dunque confermata la centralità della duplice dimensione antropologica, già fondamentale nelle ricerche di illustri studiosi delle religioni come Mircea Eliade o Julien Ries. Si riscontra cioè in ogni tempo la necessità di separare la sfera sacra, e il suo spazio particolare, da quella profana e quotidiana, senza però rinunciare a nessuna delle due. Un doppio piano complementare dell’esistenza presente in tutte le culture e in ogni culto storico, da quello babilonese allo zoroastriano, fino al greco e allo gnostico. Un continuo rimando dal terreno al celeste che rende possibile un complementare, armonico sviluppo umano.

Certo, l’irruzione del sacro nella quotidianità è sempre un evento da accogliere con precauzione, per i suoi imprevedibili risvolti sociali e anche ideologici. Tuttavia la definizione di Rudolf Otto, riguardo al valore della esperienza “numinosa” come categoria a priori dello spirito, torna a proporsi — anche nelle vesti di devozione popolare — come una presenza coinvolgente, e travolgente, nella storia presente e futura degli esseri umani.

di Dario Fertilio