Il successo dell’iniziativa avviata dai tassisti della Capitale

Ti accompagno io

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08 maggio 2021

Un significativo gesto di solidarietà, un esempio di mobilitazione solidale che può fare la differenza. Soprattutto in una grande città come Roma. Il progetto della Fondazione Ania, «Ti accompagno io», il servizio rivolto agli ultraottantenni residenti a Roma impossibilitati a recarsi altrimenti presso i centri vaccinali covid-19, si è concluso in questi giorni facendo registrare un grande successo. L’iniziativa, avviata il 10 marzo scorso in collaborazione con la Cooperativa Radiotaxi 3570, l’Associazione Indagini3 e la Fondazione UniVerde, ha consentito a circa diecimila anziani di usufruire di due corse gratuite — una in direzione della struttura sanitaria, l’altra per fare ritorno a casa — mediante semplice prenotazione al numero 06-3570. «La nostra Onlus, da sempre attenta ai temi di natura sociale, si è impegnata attivamente per dare un supporto concreto a un segmento della popolazione particolarmente vulnerabile, come quello degli anziani soli», racconta il segretario generale della Fondazione Ania , Umberto Guidoni. «Per utilizzare questo servizio totalmente gratuito, era sufficiente mostrare al tassista un documento d’identità che ne certificasse l’età e l’avvenuta prenotazione del vaccino con l’indicazione della struttura sanitaria da raggiungere». Le corse effettuate, oltre diciottomila durante l’intero periodo in cui è stato attivo, sono state scontate del 15% grazie a una convenzione stipulata con la Cooperativa Radiotaxi 3570, un accordo che ha consentito di effettuare un numero superiore di tragitti. «La preoccupazione maggiore era quella di veicolare il più possibile una campagna di comunicazione che potesse informare i diretti interessati di quest’opportunità. Il bilancio è senza dubbio positivo — conclude Guidoni — non a caso, dai primi di maggio, questo servizio è stato attivato in altre quattro città italiane: Palermo, Napoli, Torino, Trieste».

L’iniziativa, patrocinata da Roma Capitale, si colloca in un momento di grave difficoltà per la categoria dei tassisti, duramente colpita dalla riduzione della mobilità e dell’afflusso dei turisti, causata dalla pandemia. «Siamo tutti liberi professionisti a partita Iva e abbiamo subito un calo del lavoro del 70-75% per la mancanza di visitatori, l’incremento dello smartworking, il prolungamento del coprifuoco, il blocco tra le regioni», ci dice Roberto Massullo, responsabile della centrale operativa Radio Taxi 3570. «L’adesione a “Ti accompagno io” da parte dei miei colleghi è stata totale e incondizionata. Poter essere di supporto a persone sole, a volte marito e moglie spesso sofferenti, è stata una bella iniezione di fiducia per tutti noi, sia sotto il profilo umano che economico».

Dalle testimonianze raccolte tra coloro che hanno aderito al progetto, emerge che l’unica difficoltà riscontrata è stata a livello tecnologico, poiché la maggior parte degli over 80 non era abituata a utilizzare sms e applicazioni smartphone. «I nostri call center si sono adoperati in maniera efficiente e pragmatica per rendere il servizio quanto più accessibile a tutti — prosegue ancora Massullo — ricontattando telefonicamente ciascun anziano per comunicargli a voce la sigla del taxi che lo avrebbe atteso sotto casa». Tra gli ultraottantenni accompagnati, cita il caso di un nonno di 91 anni, reduce di guerra, che gli ha confidato di aver vissuto in modo più traumatico la pandemia piuttosto che il campo di battaglia, poiché in quel caso il nemico da combattere era visibile e riconoscibile, non come il virus che può nascondersi ovunque. «Mi disse che per lui il vaccino rappresentava una seconda vita — ricorda ancora Massullo — e che finalmente avrebbe potuto riabbracciare i nipoti».

Tra i 3.700 tassisti del 3570 che hanno preso parte al progetto, figura anche Alessandro Bellantoni, nominato Cavaliere della Repubblica dal presidente Mattarella lo scorso anno, per aver offerto in pieno lockdown una corsa gratuita, da Vibo Valentia a Roma, a una bimba di tre anni. «Aveva necessità di sottoporsi a una visita oncologica all’ospedale pediatrico Bambino Gesù, mi è sembrato naturale fare quel gesto. Avevo conosciuto i genitori su Facebook, anche loro come me hanno un figlio disabile, condividiamo le problematiche di questa condizione — racconta Bellantoni —. Con la pandemia i servizi di assistenza non sono stati operativi al 100%, sono venute a mancare molte forme di supporto che prima garantivano maggiore aiuto alle famiglie con disabili. Bisognerebbe adoperarsi di più per loro, perché più di altri hanno sofferto l’esperienza coercitiva del restare chiusi in casa». Infine, sulla situazione lavorativa che coinvolge tanti tassisti come lui, aggiunge: «È stato un periodo lungo e faticoso, quest’anno abbiamo lavorato pochissimo dovendo peraltro sostenere i costi della licenza. Prendere parte in prima persona a un’iniziativa di assistenza e solidarietà, come quella promossa dalla Fondazione Ania , ha rappresentato per noi una boccata d’ossigeno». Accanto all’emergenza sanitaria, da non sottovalutare, sono infatti le gravi conseguenze economiche della pandemia, subite in particolare da alcune categorie professionali e fasce sociali, spesso non tutelate, schiacciate dal peso della disoccupazione. Sono loro a dover fare i conti tutti i giorni con la mancanza di introiti certi e l’insicurezza finanziaria che ne deriva. Pur essendo, per certi versi, un fenomeno trasversale e incondizionato, l’epidemia di covid-19 ha contribuito ad ampliare il divario tra le classi privilegiate e i ceti meno abbienti. Tuttavia, nonostante le difficoltà oggettive di una situazione di per sé drammatica, l’attuale crisi acuita dall’ondata pandemica ha potuto anche rappresentare, come dimostra l’iniziativa qui illustrata, un’opportunità anche per le singole categorie produttive della città per dare vita a gesti di solidarietà in grado di avviare processi virtuosi.

di Lorena Crisafulli