L’indagine della Anti-racism taskforce promossa dalla Church of England

Ancora tanto da fare
per le minoranze etniche

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06 maggio 2021

Partecipazione, governance, formazione, istruzione e giovani sono le cinque aree prioritarie sulle quali la Chiesa anglicana in Inghilterra deve lavorare al più presto al fine di sradicare il «razzismo istituzionale» tuttora presente nelle sue strutture e pratiche. Lo afferma il lungo rapporto pubblicato recentemente dalla Anti-racism taskforce istituita nel novembre scorso dalla Church of England, che propone una serie di provvedimenti per combattere questo «peccato». Il rapporto è stato elaborato dopo che la taskforce — frutto di un progetto congiunto degli arcivescovi di Canterbury, Justin Welby, e di York, Stephen Cottrell — ha esaminato in questi ultimi mesi più di centosessanta raccomandazioni formali dal 1985 in poi sulla giustizia razziale nella Chiesa d’Inghilterra, elencate nei rapporti del Committee for minority ethnic anglican concerns (Cmeac).

In una dichiarazione congiunta, Welby e Cottrell hanno espresso il loro «apprezzamento per questo rapporto, richiesto lo scorso anno per aiutarci a capire quali progressi avremmo potuto fare nella la lotta al razzismo nella Chiesa d'Inghilterra». «Speriamo di essere la generazione che porrà un termine a questo ciclo di inerzia, (...) preghiamo per avere la saggezza, il coraggio e la grazia di essere i responsabili che porteranno un vero cambiamento», proseguono i leader anglicani, accogliendo con favore le proposte della taskforce e impegnandosi a «lavorare con i colleghi per attuare immediatamente le loro raccomandazioni. Si tratterà innanzitutto di «lavorare con il Sinodo generale per incoraggiarlo a cooptare dieci candidati delle minoranze etniche, di cui cinque fanno parte del clero e cinque sono laici, per servire come membri del Sinodo per il quinquennio 2021-2026, con piena partecipazione e diritto di voto». I due presuli intendono inoltre invitare membri del clero delle minoranze etniche ad essere presenti alla House of Bishops come osservatori partecipanti per periodi di tre anni fino a quando non ci saranno sei vescovi delle minoranze etniche in grado di sedere come membri della Camera. Una procedura che dovrebbe rispecchiare quella utilizzata per l’elezione delle donne come osservatrici partecipanti nel 2013. È prevista anche l’istituzione di una Commissione per la giustizia etnivca, che sarà presieduta dal reverendo Joel Edwards, britannico con origini africane. Questo gruppo concentrerà la sua attenzione sulle pratiche di lavoro della Chiesa d'Inghilterra riguardo alla giustizia etnica e chiederà alla gerarchia anglicana di rendere conto del suo operato. Il quarto punto riguarda la creazione di una Direzione per la giustizia etnica all’interno delle istituzioni ecclesiastiche nazionali per un periodo di cinque anni, per attuare le raccomandazioni della taskforce. Infine, il Cmeac sarà sostituito da un nuovo comitato permanente del Consiglio degli arcivescovi per sovrintendere al lavoro della Direzione della giustizia etnica.

Il rapporto, inoltre, evidenzia la mancanza di persone provenienti da minoranze etniche britanniche nella leadership della Church of England, osservando che l’iraniana Guli Francis-Dehqani, nominata recentemente a Chelmsford, sarà l’unico vescovo diocesano di origine extraeuropea, insieme a quattro vescovi suffraganei. La taskforce denuncia una «tendenza allarmante retrograda». Pertanto, affrontare le questioni alla base del razzismo sistemico è un «imperativo missionario» per la Chiesa. «Ignorare una parte significativa della popolazione — conclude il rapporto — e quindi negare i doni che portano per il servizio della Chiesa, non deve più continuare».

di Charles de Pechpeyrou